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mercoledì 25 ottobre 2017

Salsiccette con mele.

Le mele sono fra i frutti più popolari nel nostro paese, merito del loro sapore dolce ma non in misura eccessiva, del loro ridotto contenuto calorico al quale si accompagna un elevato apporto di vitamine, della lunga e semplice conservazione, grazie cui è possibile farne grandi scorte, e della grande varietà.

Mele Renetta.

In base ai gusti personali e all'impiego possiamo, infatti, scegliere tra molte varietà di mele, fra le quali le renette dalle note leggermente aspre, le dolci annurche, le Granny Smith un poco acidule, le mele delizia dall'intenso profumo e le amatissime renette.
La mela renetta è il frutto carnoso per eccellenza, appartenente alla famiglia delle Rosacee e alla specie Malus Domestica.
Di origini quasi certamente francesi, pare infatti che provenga dalla Valle della Loira, al giorno d'oggi la sua coltivazione è ampiamente diffusa soprattutto nei paesi mediterranei, mantenendo comunque nella sua madrepatria il primato di bontà e apprezzamento. 
Il suo nome deriva dal francese reine, letteralmente regina, tradotto in italiano con il termine Renetta.
In Italia le regioni in cui è diffusa maggiormente la produzione di Renette è il Piemonte e la Valle D'Aosta, luoghi in cui questo frutto è particolarmente consumato.
Questa varietà predilige un clima fresco e si è ben adattata anche al clima alpino delle regioni settentrionali italiane.
La raccolta delle mele Renetta avviene generalmente a settembre, tutti i frutti vengono poi riposti in apposite dispense e lasciati maturare fino alla primavera.

Mele Renetta.

La mela dunque cambia il suo aspetto e alcune delle sue caratteristiche a seconda del livello di maturazione.
Il frutto a livello generale si presenta di media grandezza, dalla forma tondeggiante e dal peso medio di 200 grammi, buccia giallo verdognola, a seconda del livello di maturazione, punteggiata di un color ruggine e caratterizzata da polpa chiara.
La Renetta ben matura d'inverno è contraddistinta dalla buccia liscia e dalla polpa morbida e consistente, dal sapore aromatico, dolce ma leggermente aspro.
Le mele primaverili sono invece caratterizzate da una buccia un po' rugosa e dalla polpa meno compatta e più zuccherina.
Quelle invece che troviamo d'estate restano pastose e molto dolci e anche se all'esterno appaiono leggermente avvizzite.
La mela è un prodotto molto apprezzato, mangiato sia fresco che cotto, da solo o in elaborate ricette, insomma un frutto sempre verde che continua a raccogliere consensi in tutte le sue varianti.

Ho sempre consumato le mele come frutto di fine pasto, come snack taglia fame, come ingrediente per dolci.
Da quando, io e il mio "clan", abbiamo iniziato a venite tra queste montagne Trentine (ormai da più di 20 anni) ho avuto modo di conoscere più a fondo questo meraviglioso frutto scoprendo un sacco di utilizzi in ricette salate: questa è una delle tante.

Salsiccette con mele.

Ingredienti (per 4 persone). 
12 Salsiccette piccole (circa 400 g);
3 mele renetta (circa 340-360 g); 
20-30 g di pinoli;
Succo di ½ limone;
1 bicchiere di Brandy (circa 100 ml);
1 cucchiaino di senape (facoltativo);
½ cucchiaino di pepe rosa macinato fresco + qualche grano per decorazione;
2-3 cucchiai di olio EVO;
Sale q.b.

1 – Preparazione.
Sbucciate le mele, eliminate il torsolo, tagliatele a cubotti di 2-3 cm. di spessore e mettetele in una ciotola con acqua con del succo di limone; in questo modo non diverranno scuri ma resteranno belli chiari.
Con i rebbi di una forchetta (o con uno stecchino), praticate dei buchi tutt'attorno alle salsiccette.

2 – Cottura.
In una padella antiaderente, fate scaldare l’olio EVO (1); aggiungete le salsiccette, fate rosolare rigirandole spesso (2), coprite con coperchio e fate cuocere, a fuoco moderato, per 20 minuti rigirandole ogni tanto (2).
Una volta cotte, toglietele dalla padella, adagiatele in un piatto con della carta da cucina per assorbire il grasso in eccesso e mettetele da parte tenendole al caldo.
Nella stessa padella, col fondo di cottura delle salsiccette, aggiungete i pinoli e fateli tostate per 2-3i minuti mescolando continuamente (4); dovranno colorarsi un po’ ma non troppo.
Scolate le mele, unitele ai pinoli, salate, spolverate con pepe rosa macinato, aggiungete anche qualche grano di pepe rosa intero (5) e cuocete per 5-6 minuti mescolando di tanto in tanto.
Rimettete nella padella le salsiccette, unite la senape (6) e mescolate bene; bagnate con il Brendy (7) e fate evaporate la parte alcolica mescolando per 2 minuti.

3 - Presentazione.
Distribuite la preparazione in piatti caldi e servite.

Riepilogo costi-Kcal.


lunedì 11 settembre 2017

Tortina alle mele.

Che la mela sia il frutto del melo (Malus communis) è un dato di fatto ben lontano dal costituire una novità, così come non si dice nulla di nuovo quando si afferma per l'ennesima volta che "una mela al giorno toglie il medico di torno".

Mele.

Oltre ad allontanare la compagnia del personale sanitario, di cui faremmo volentieri a meno in determinati frangenti, pare proprio che il consumo regolare di mele aiuti a sbarazzarsi anche di altre, indesiderate, compagnie. È il caso, ad esempio, del colesterolo, ma anche degli odiati chili di troppo. Tutto ciò, ovviamente, a patto che le mele siano inserite in un piano dietetico non dico rigoroso, ma comunque attento e rispettoso della salute del buongustaio.
Iniziamo col dire che al pari della verdura e di alcuni tipi di frutta, la mela è un alimento ideale per iniziare un pasto. Se mentre siamo impegnati nella preparazione di laboriose portate culinarie veniamo colti da un'irresistibile appetito, sgranocchiare una mela è la soluzione migliore. Consumare uno di questi frutti prima dei tre pasti principali aiuta infatti a calmare anche l'appetito più vorace, meglio ancora se lo si associa ad un bel bicchiere di acqua. 

Mele.

Il segreto delle straordinarie proprietà nutrizionali e salutistiche delle mele è in gran parte nascosto dietro una fibra solubile, chiamata pectina, di cui sono particolarmente ricche. Questo polisaccaride indigeribile aiuta a controllare i livelli di colesterolo, contribuisce a regolarizzare la funzionalità intestinale e tiene sotto controllo l'appetito. Inoltre, la sua fermentazione da parte della flora batterica intestinale, origina acidi grassi a corta catena, che avrebbero un effetto protettivo sullo sviluppo del cancro al colon.

venerdì 2 giugno 2017

Apple pie.

Con una superficie di oltre 9 milioni di km² e con più di 308 milioni di abitanti, gli Stati Uniti sono il quarto paese più esteso al mondo, e il terzo più popolato.
 
Usa

Gli Stati Uniti sono uno dei paesi con la maggior diversità etnica e la sua multietnicità è il prodotto di un'immigrazione su larga scala dai più svariati paesi dei diversi continenti.
Nel corso del XIX secolo gli Stati Uniti acquisirono nuovi territori da Francia, Spagna, Regno Unito, Messico e Russia, annettendo la Repubblica del Texas e la Repubblica di Hawaii.
L'immigrazione negli Stati Uniti fu sempre molto intensa nel corso della storia, specialmente dall'Europa, la parte meridionale fu interessata dall'immigrazione dalla Spagna, tranne la zona della Louisiana che al tempo si estendeva fino al Canada. I primi immigrati nelle 13 colonie provenivano dal Regno Unito ma in seguito fu molto forte l'immigrazione dalla Germania dove il numero degli abitanti era quasi pari a quello degli immigrati britannici, mentre nella zona dell'attuale stato di New York erano presenti immigrati dai Paesi Bassi. L'immigrazione dalla Francia fu frequente dopo la cessione della Louisiana agli Stati Uniti da parte di Napoleone Bonaparte. Nell'Ottocento fu enorme l'immigrazione dall'Irlanda, ed altrettanto forte quella dall'Italia, specie a cavallo tra l'Ottocento ed il Novecento. L'immigrazione proseguì nel Novecento con l'arrivo di immigrati dai paesi scandinavi, e durante la seconda guerra mondiale di Ebrei (circa 6 milioni) specialmente dalla Russia, dalla Polonia e dall'Ungheria.

giovedì 11 maggio 2017

Torta di pane e mele.


La cannella è un piccolo albero sempreverde alto circa 10–15 m. Le foglie sono opposte, di forma ovale e allungata, possono raggiungere i 18 cm di lunghezza e i 5 cm di larghezza. I fiori, bianchi, sono riuniti in infiorescenze. Il frutto è una drupa che contiene un seme privo di albume (che è il materiale di riserva destinato a nutrire l’embrione della pianta nelle prime fasi di crescita).

Cannella-pianta.

La pianta è nativa dello Sri Lanka, ma è stata introdotta in diversi paesi tropicali, quali il Madagascar, Malaysia e Antille. Viene prodotta anche in Vietnam, Sumatra e in Indonesia.
Importata in occidente con le carovane durante il medioevo, portò gli Olandesi a impiantare un traffico stabile con lo Sri Lanka nella prima metà del 1600, per divenirne i principali importatori d'Europa.

venerdì 14 ottobre 2016

Gnocchi di zucca con speck, noci e mela.

Nel mio post precedente “Confettura di zucca conpera e zenzero”, ho elencato parte delle innumerevoli proprietà salutari della zucca e ci sarebbe da continuare riempendo pagine su pagine ma devo raccontare questa ricetta, quindi una semplice riflessione: vi siete mai soffermati a pensare a quanto immensa e benevola sia “Madre Natura” nei nostri confronti? Nonostante, troppo spesso, venga manipolata, maltrattata e non apprezzata “LEI” continua e continuerà a tendere la sua mano benefica offrendoci tutto ciò che serve a rendere la nostra breve esistenza piacevole e sana.
Ma la cosa più stupefacente, a parer mio, è che ciò che continua a regalarci, lo offre nel momento giusto in cui più ne abbiamo bisogno; la zucca, per esempio, poteva benissimo essere un frutto pronto e disponibile che so, in primavera o in estate e invece no, è pronto e dà il meglio di sé stesso tra l’autunno e l’inverno, quando le sue proprietà aiutano in nostro organismo a combattere le insidie di questo periodo dell’anno.
Qualcuno potrebbe dire: “si però la zucca, come altri prodotti, oggi è possibile averla tutto l’anno”! Vero, ma la zucca di agosto non ha e non avrà mai quelle peculiari caratteristiche, tipicamente sue, presenti in quantità, solo nel suo periodo naturale.
Ecco perchè io insisto nel dire a tutti: seguite la stagionalità dei prodotti; tra l'altro si risparmia anche del denaro!!

Gnocchi di zucca con speck, noci e mela.

Ingredienti (per 6 persone).
Per gli gnocchi: 
400 g di purea di zucca; 
200 g di patate cotte;
300 g di farina tipo “0” + quella per lo spolvero;
1 tuorlo d’uovo (se piccolo 2);
Un’abbondante spolverata di noce moscata;
1 pizzico di cannella in polvere;
Sale e pepe nero q.b.
Per il condimento: 
70 g di burro; 
200 g di Speck a fettine spesse; 
2 mele Renetta; 
60 g di gherigli di noce;
Grana grattugiato q.b.;
Sale e pepe nero q.b.

1 – Preparazione.
Prepariamo gli gnocchi. 
Eliminate la scorza della zucca, i semi, le parti filamentose associate ai semi, tagliatela a fette spesse 1-2 centimetri e disponetele in una teglia foderata da con un foglio di carta da forno (1).
Ponete in forno, preriscaldato, a 180 °C e cuocete per 20-30 minuti; per evitare la formazione di una crosticina superficiale sulle fette di zucca, fate la cottura dei primi 10-15 minuti, coprendo le fette con un foglio di allumino.
Quando la zucca sarà ben cotta, togliete la teglia dal forno, fate raffreddare la zucca e, con un passaverdura (o frullino ad immersione), riducete tutta la polpa in una purea (2).
La zucca è molto ricca d’acqua che, in parte, andrà eliminata al fine di ridurre la quantità di farina da aggiungere e ottenere un impasto non troppo duro. Per far ciò, mettete la purea di zucca in un telo di cotone pulito (possibilmente lavato senza additivi profumati), stringetela bene, posizionate il “pacchetto” in un colino e ponete al disopra un peso per favorire la perdita d’acqua (3). Dopo, più o meno un’oretta, buona parte dell’acqua sarà eliminata.
Sequenza-1.
Nel frattempo lessate le patate; normalmente, in funzione della quantità e dimensione delle patate, occorreranno 20-30 minuti; per accorciate i tempi, avendo a disposizione un microonde, operate nel seguente modo: con uno stecchino, praticate dei fori sulla superficie di tutte le patate. In seguito arrotoliamo, una ad una, le patate con la carta pellicola (idonea per cotture al microonde) oppure con un tovagliolo di carta. Dopo averle forate e avvolte, disponetele direttamente sul pitto girevole del microonde e avviatelo impostandolo a 750 W. La durata dei tempi di cottura dipendono dalla grandezza delle patate. Le patate di piccole dimensioni si lessano in 6-8 minuti, quelle medie nel giro di 10-12 minuti e quelle grandi impiegano 18 minuti al massimo. All'incirca a metà cottura è bene girare una patata per volta, in questo modo viene favorita la cottura di entrambi i lati. Si consiglia la cottura classica senza grill e altre opzioni.
Finito il tempo previsto per la cottura, le patate sono pronte per essere private dalla buccia. Prima di fare ciò, aspettiamo che si raffreddino, oppure, per accelerare i tempi di raffreddamento, passiamole sotto l'acqua corrente.
Sul banco di lavoro mettete le due puree (4), la farina, il tuorlo, la noce moscata, la cannella (5) e mescolate per amalgamare tutti gli ingredienti; nel caso che l’impasto risulti troppo morbido, aggiungete altra farina (non troppa) e amalgamate bene. Non eccedete troppo con l’impastamento, giusto il tempo di aggregare gli ingredienti: più lavorate l’impasto e più questo si ammorbidirà spingendovi ad aggiungere altra farina.
Sequenza-2.
Formate una palla (6) che spolverate con un po’ di farina; Prelevate un pezzo d’impasto e formate un rotolino da 1-1,5 cm. di diametro che andrete a tagliare a tocchetti (7).
Trascinate ogni “tocchetto” sul retro di una grattugia infarinata (o lungo i rebbi di una forchetta) conferendogli la classica forma allo gnocco (8).
Disponete gli gnocchi, così ottenuti, sul piano di lavoro infarinato sino al loro utilizzo (9).
Sequenza-3.

Prepariamo il resto degli ingredienti. 
Tagliate a listarelle, o a cubetti, lo speck.
Tritate a coltello i gherigli di noce in pezzetti non troppo grandi.
Lavate le mele, privatele della buccia e del torsolo , tagliatele a cubetti (non troppo grandi) e metteteli in una ciotola con dell'acqua acidulate con qualche goccia di succo di limone per evitare che annericano.

2 – Cottura.
In una padella, dove andrete a far saltare gli gnocchi, fate sciogliere il burro e aggiungete i dadini di mela; a cuocete, a fuoco moderato sino a quando la polpa della mela si sarà ammorbidita un poco.
Unite lo speck e fate insaporire per qualche minuto: lo speck non deve cuocete troppo altrimenti diviene stopposo; regolate, se necessario, di sale.
Togliete la padella dal fuoco e, in una pentola, portate a bollore abbondante acqua salata; raggiunto il bollore, unite gli gnocchi e, una volta affiorati, attendete un paio di minuti e scolateli unendoli all’intingolo di speck e mela.
Mettete sul fuoco la padella, aggiungete i gherigli di noce, qualche cucchiaio di acqua di cottura degli gnocchi e fate saltare per un paio di minuti.
Prima di impiattare, aggiungete abbondante formaggio grattugiato e una spolverata di pepe nero macinato fresco.

3 - Presentazione.
Impiattate e, se gradito, aggiungete altro formaggio grattugiato e pepe nero macinato fresco.

Riepilogo costi-Kcal.

domenica 9 ottobre 2016

Un'altra torta di mele.

La Golden Delicious è una cultivar (varietà) di mela scoperta negli Stati Uniti d'America nel 1891 e successivamente diffusa  e coltivata in tutto il mondo.

Mele Golden Delicious.

Questa varietà di mela ha forma tondeggiante, buccia colore giallo-oro, polpa croccante e succosa, sapore leggermente acidulo ed è ricca di fruttosio. In Europa solitamente raggiunge la maturazione nei mesi di settembre-ottobre.
In Italia è una delle varietà più coltivate; specialmente nell'arco alpino: Valle d'Aosta, Val di Non, Val Venosta e Valtellina.

Sebbene questo tipo di mela dà il meglio di sé quando viene consumata a crudo, ho voluto utilizzarla per la realizzazione di questa torta poiché, a parer mio il perfetto equilibrio tra dolcezza, aromi e componenti acidule, anche dopo cottura rendono questo dolce decisamente interessante.


Ingredienti (per una tortiera da 28 cm. di diametro). 
1 Kg di mele Golden Delicious ben mature;
2 Arance non trattate medie;
1 Limone non trattato;
2 Uova medie;
60 g di burro fuso;
150 g di zucchero semolato;
200 g di farina tipo “00”;
½ bustina di lievito per dolci;
1 pizzico di sale (2-3 g);
Per la tortiera 
10 g di burro;
4 cucchiai di pane grattugiato. 

1 – Preparazione. 
Sbucciate le mele e tagliatele a fettine sottili. Mettetele in una ciotola grande e aggiungete un pizzico di sale.
Fate fondere il burro a bagnomaria e aggiungetelo alle mele.
Grattugiate la buccia di arance e limone, spremetene il succo e aggiungete il tutto all’impasto di mele.
Rompete le uova e aggiungetele intere al composto amalgamando bene il tutto. Unite lo zucchero e amalgamate bene nuovamente.
Aggiungete la farina e il lievito setacciati e amalgamate bene il tutto. 

2 – Cottura. 
Versate l’impasto in una tortiera (apribile con cerniera), da 28 cm. di diametro, imburrata e passata con il pane grattato.
Infornate, in forno pre riscaldato a 170° C,  per 40-50 minuti. 

3 - Presentazione. 
Fate raffreddare completamente la torta, liberatela dalla tortiera, spolverate con abbondante zucchero a velo, porzionate e servite.



venerdì 15 luglio 2016

Bocconcini di maiale con ananas e mela.

L'Ananas, è un genere di pianta appartenente alla famiglia delle Bromeliaceae. È conosciuto soprattutto per la specie coltivata Ananas comosus. La parola Ananas deriva dal nome del frutto nella lingua degli índios Guarani.


Ananas.

L'ananas è una pianta che già Maya e Incas conoscevano e coltivavano. Cristoforo Colombo aveva visto questo frutto a Guadalupa nel 1493. Gli indigeni del Sud America la chiamavano "nana", i portoghesi "ananaz", quindi ananas in italiano, francese e tedesco; per gli spagnoli era la "piña" per la somiglianza ad una pigna: da qui il termine inglese "pine apple". Nel XVI secolo lo scrittore spagnolo Fernandez de Oviedo definì l'ananas come "la donna più bella nel mondo delle piante" in riferimento alla bellezza e alla bontà del frutto. 
Agli inizi del 1700 la coltivazione in serra dell'Ananas prese campo in Europa e soprattutto in Inghilterra e Francia: il frutto era molto apprezzato anche se aveva dei costi proibitivi. Nei primi dell'Ottocento, l'Ananas trovò nelle Hawaii il suo habitat ideale; non si sa chi portò questa pianta nelle isole, forse il capitano James Cook oppure gli esploratori spagnoli che mangiavano molto spesso Ananas durante la navigazione, perché ricca di vitamina C che li proteggeva dallo scorbuto. Ben presto l'Ananas divenne il simbolo delle Hawaii, dove fu chiamato “ha lakahiki” che significa “frutto straniero” e veniva appeso davanti alle abitazioni per dare il benvenuto.
La prima industria di Ananas in scatola di alta qualità comparve intorno al 1900 in California, era la Del Monte.
Attualmente le grandi produzioni di Ananas si trovano soprattutto nelle zone tropicali ed in Europa; è il frutto in scatola più consumato in assoluto.
L'Ananas può essere commercializzato anche in lattine sottoforma di succo o sciroppo, oppure a fettine in forma essiccata. Gli Ananas freschi sono disponibili sul mercato in qualsiasi momento dell'anno; per ottenere questo i frutti vengono raccolti anticipatamente, per cui sapore e odore sono molto diversi da quelli del frutto maturato sulla pianta: sembra infatti che il contenuto di zucchero nell'Ananas possa raddoppiare in una sola notte; particolarmente dolci e profumati sono i piccoli Ananas di Moorea in Polinesia.

Piantagione di ananas.

L’ananas è ricco di potassio (23%) e di vitamine. Contiene un importante enzima, la bromelina, che rende facilmente e velocemente assimilabili anche le proteine più complesse, sia della carne che del pesce; oltre a questa caratteristica è anche una sostanza di base per la produzione farmacologia di antinfiammatori, utile per il riassorbimento degli edemi.
La bromelina però viene distrutta dal calore, e quindi dalla cottura.
In estetica la polvere dei gambi e’ molto apprezzata per il suo effetto anticellulitico e diuretico (grazie ai suoi acidi organici) che riduce la ritenzione dei liquidi, e sempre dal gambo dell'ananas, si ottengono due enzimi capaci di digerire in pochi minuti 1000 volte il loro peso di proteine.
L'ananas contiene inoltre principi attivi che riducono la vasodilatazione e l'eccessiva permeabilità dei capillari.

giovedì 5 maggio 2016

Cannoli di pasta sfoglia con mele, uvetta e pinoli.

La renetta è una mela acidula di colorazione gialla e rugginosa probabilmente originaria della Francia.
In Italia viene coltivata nella Val di Non in Trentino, in Valle d'Aosta e in provincia di Cuneo, nella varietà Grigia di Torriana.

Mela Renetta.

Il nome reinette appartiene alla nomenclatura arboricola dal XVI secolo. La prima traccia del nome risale al 1540, quando fu citato da Charles Estienne, che si riferiva alla renetta bianca. Henri Louis Duhamel du Monceau, nel 1768, descrisse invece 12 varietà di renette.
Le mele Renetta sono perfette alleate della tua salute perché ricchissime di antiossidanti naturali: i polifenoli. Ne contengono infatti ben 212 mg ogni 100 g, molti di più rispetto ad altre varietà di mele o a tanti frutti comuni. E se assunti in una dose giornaliera corretta, grazie alla loro azione di inibizione dei radicali liberi, gli antiossidanti contribuiscono a ridurre in modo importante l'invecchiamento cellulare e altri fenomeni degenerativi. Inoltre i polifenoli della Renetta non si disperdono durante la cottura mantenendo inalterate le loro proprietà benefiche. Per questo è la mela ideale per regalarsi sempre un piacere unico che, insieme a uno stile di vita adeguato, aiuta a mantenersi giovani, belli e sani.

Mela Renetta.

La mela Renetta, mela carnosa per eccellenza, è un frutto non troppo grande, dalla singolare buccia ruvida al tatto, e dal color verde chiaro punteggiata di ruggine, che però maturando diventa più gialla.
La raccolta delle Renette avviene a settembre, per poi rimanere in dispensa a maturare fino alla primavera inoltrata. Il variare della stagione produce comunque nella mela delle caratteristiche diverse rispetto al momento della raccolta.
La Renetta di settembre è carnosa, ma leggermente aspra. Quelle che maturano durante l'inverno sono lisce all'esterno, e la polpa è morbida ma consistente, mentre le primaverili – che all'esterno appariranno un po' avvizzite – presentano una polpa dolcissima e saporita.
Sebbene molti paesi – anche extraeuropei – abbiano cercato di creare la propria variante della mela Renetta (dal Canada, Inghilterra e Russia), questa è una Mela tipica dei paesi mediterranei, e perciò ha bisogno di climi caldi.

In cucina, le mele, si utilizzano nella preparazione di moltissime ricette di primi piatti, secondi piatti ma, soprattutto, dolci come in questo caso: un dolce veloce da preparare, economico e gustosissimo.

Cannoli di pasta sfoglia con mele, uvetta e pinoli.

Ingredienti (per 6 cannoli).
1 rotolo di sfoglia rettangolare;
4 mele renetta;
4 cucchiai rasi di zucchero semolato;
1 cucchiaio di miele d’acacia;
80 g di uvetta;
50 g di pinoli;
½ cucchiaino di cannella in polvere;
1 noce di burro;
1 arancia non trattata (succo e scorza);
1 tuorlo + 2 cucchiai di latte per spennellare;
q.b. zucchero semolato per spolverizzare;

1 – Preparazione.
Lavate con acqua tiepida l’uvetta e poi mettetela in ammollo in acqua calda per almeno 1 ora.
Dopo averla lavata, grattugiate la buccia dell’arancia e spremetene il succo.
Battere il tuorlo d’uovo con il latte.
Sbucciare le mele, privatele del torsolo e tagliatele a piccoli dadini.

2 – Cottura.
In un’ampia padella sciogliere una noce di burro (1), aggiungere le mele, la scorza e il succo dell’arancia, lo zucchero, il miele e la cannella in polvere (2).
Sequenza-1.
Cuocere a fuoco vivo, girando ogni tanto, fino a quando tutto il succo sul fondo si sarà assorbito.
Alla fine della cottura, unire i pinoli, l’uvetta ben strizzata e mescolare il tutto bene (3); togliere dal fuoco e lasciar raffreddare completamente (4).
Aprire la sfoglia e dividerla in sei rettangoli uguali (5). Distribuire la farcia di mele lungo una diagonale (6); chiudere i due lembi sigillando con un po’ di uovo battuto e disporre nella placca (7), spennellare con l’uovo e cospargere con zucchero semolato (8).
Sequenza-2.
Infornare in forno preriscaldato e ventilato a 160° per 15 minuti circa o comunque sino a doratura della superfice.

3 - Presentazione.
A cottura ultimata, togliete i cannoli dal forno, fateli raffreddare completamente e serviteli accompagnandoli, se volete, con dei ciuffi di panna montata dolce spolverata di cannella.

giovedì 7 aprile 2016

Crespelle alle mele.

La crespella, conosciuta anche con il termine francese di crêpe, è un tipo di cialda sottile, morbida e non croccante, cotta su una superficie rovente tonda.

Crespelle.

Le crespelle vengono farcite di ripieni vari, dolci o salati e arrotolate su sé stesse per racchiuderli. L'impasto è a base di latte, uova, farina. La crespella è generalmente considerata una pietanza tipica della cucina francese, tuttavia sono presenti preparazioni simili in vari paesi d'Europa.
Suo "parente prossimo" è il pancake e fanno parte della stessa famiglia anche le gaufre.
Le crespelle condividono le origini di altre preparazioni a cialda e delle gaufre, ma l'attuale preparazione con la farina di frumento divenne comune solo nel IX secolo. Nel Medioevo erano preparate con acqua e vino al posto del latte.
In Francia sono un simbolo tradizionale di amicizia e alleanza e i mezzadri le offrivano ai loro padroni. Servite tradizionalmente in occasione della Candelora il 2 febbraio, si usava esprimere un desiderio quando si voltava la crêpe nella padella.
Nella provincia di Teramo, in Abruzzo, esiste un uso diffuso delle crespelle nella cucina locale. In queste zone vengono chiamate "scrippelle" e vengono usate in vari modi. Ad esempio per la preparazione dei timballi, in sostituzione delle lasagne. Le cialde, molto sottili e preparate con uova, farina e acqua, vengono arrotolate con pecorino d'Abruzzo grattugiato all'interno ed irrorate con brodo di gallina bollente. Questa preparazione, molto radicata, prende il nome di scrippelle 'mbusse (tradotto dal dialetto teramano: "crespelle bagnate"). Si tratta di un primo piatto di carnevale. vengono arrotolate con del formaggio grattugiato all'interno e immerse in un brodo a base di carne e odori vari.

Crespelle dolci.

Nel Salento vi è la particolarità di farle cuocere più del dovuto per darle una consistenza croccante, in questo modo sono adatte a essere trasportate in una mano per essere consumate come cibo da strada.

mercoledì 9 settembre 2015

Torta di mele della nonna Lina.

La torta di mele era una tipica ricetta di origine anglosassone, essa però venne resa famosa con la colonizzazione degli inglesi dei territori americani; infatti la mancanza dei frigoriferi per la conservazione dei cibi, spingeva la gente a cuocere la frutta per allungarne la conservazione e variarne il consumo, da qui nacque la torta di mele che con il tempo divenne un icona nazionale tanto da meritarsi il nome di “American Pie”.
Dolce molto diffuso anche in Italia che vanta una tradizione di coltivazione delle mele molto antica; possiamo dire che ogni famiglia possiede una ricetta propria di questo tipo di dolce e, la nostra famiglia, non fa eccezione.
Questa è la ricetta che da sempre mia madre (la nonna Lina) faceva tutte le volte che c'era qualche cosa/qualcuno da festeggiare o quando ci sia da far visita a figli, nipoti o parenti.
La ricetta è rimasta pressoché identica negli anni salvo una riduzione di 50 g di zucchero (da 200 g a 150 g) e, per via della maggior attenzione al problema “colesterolo”, una riduzione del burro (da 200 g a 100 g) sostituendolo con olio di semi di mais.
Oggi la propongo con qualche leggera modifica sperando che la “nonna Lina” non me ne voglia: ti voglio bene mamma!!


Ingredienti (per uno stampo con diametro 24 cm.). 
250 g di farina tipo “00”;
200 g di zucchero semolato;
100 g di burro;
100 g di olio di semi di mais;
3 uova (tuorlo + albume montato a neve);
3-4 mele Golden (oppure Fuji o Royal Gala) di media grandezza;
1 bustina di lievito per dolci;
1 cucchiaino raso di cannella in polvere;
1 bustina di vanillina;
Zucchero a velo per guarnire (opzionale);
1 pizzico di sale fino;

1 – Preparazione.
Mia madre, a parte gli albumi montati a neve, prepara tutto utilizzando una ciotola e un cucchiaio di legno; io preferisco utilizzare uno sbattitore elettrico che, oltre ad essere decisamente più pratico, permette di ottenere un impasto molto liscio ed omogeneo.
Aggiungere nella ciotola dello sbattitore la farina, lo zucchero semolato, i tuorli d’uovo, un pizzico di sale, la cannella, la vanillina, il lievito ed il burro fuso e l'olio di semi di mais.
Trasferire l’impasto in una ciotola capiente e aggiungere gli albumi montati a neve non troppo soda, avendo l’accortezza di mescolare il tutto dal basso verso l’alto per non smontare gli albumi.
Incorporare, nell’impasto, 2 mele tagliate a cubetti e amalgamare molto bene.
Versare l’impasto in una teglia (con cerniera da 24 cm di diametro), imburrata e infarinata; distribuire l’impasto in modo uniforme nella teglia.
Coprire l’intera superficie dell’impasto con le fettine di mela disponendole a raggiera.

2 – Cottura.
Mettere in forno preriscaldato a 180-190 °C per 45-50 min. o, comunque, sino a che la torta acquisti un bel colore dorato (vale sempre il metodo dello stecchino di legno introdotto nell’impasto, se si estrae asciutto, la torta è pronta).

3 - Presentazione.
Quando la torta sarà completamente fredda, toglierla dalla teglia e porla su di un piatto da portata.
Volendo, potete spolverare con un leggero strato di  zucchero a velo.
Per rendere la torta ancora più “golosa”, si può aggiungere delle scaglie di cioccolato fondente.


mercoledì 17 giugno 2015

Sedanini con speck e mela.

In Italia vengono consumate almeno 300 varietà di pasta diverse, classificabili in base alla composizione (semola di grano duro o tenero) o al formato. La differenziazione dei formati non è soltanto uno sfizio estetico ma è, prima di tutto, una questione di gusto. La pasta, infatti, assume questo o quel sapore in funzione della sua forma e della sua capacità di trattenere il sugo, forma che risulta la protagonista assoluta del legame tra condimento e pasta. La divisione più classica delle paste secche è tra quelle lunghe e quelle corte, lisce o rigate. In generale, le paste lunghe amano sughi fluidi, liquidi, a base di pomodoro fresco e di pesce, mentre le paste corte andrebbero abbinate a sughi più densi, corposi e avvolgenti, come ragù a base di carne e verdure. 
Quando si acquista un pacco di pasta in primo luogo bisogna stare attenti che la confezione sia integra e che riporti la dicitura “farina di semola di grano duro” e un’umidità che non deve superare mai il 12,5%. Una volta aperta la confezione, è necessario controllare alcuni requisiti quali il colore e l’aspetto della pasta. Il colore deve essere omogeneo, giallo ambrato, mai troppo scuro: un colore troppo “abbrustolito” infatti potrebbe indicare la presenza di grano tenero e, soprattutto, è il segnale che la pasta è stata essiccata a temperature troppo elevate, probabilmente per ridurre i tempi di produzione.

Formati di pasta.

Per quanto concerne l’aspetto della pasta, l’eventuale presenza di puntini neri indica che la produzione è stata condotta in un ambiente non troppo pulito o che nella semola erano presenti delle impurità; puntini bianchi, invece, suggeriscono che nella pasta c’è presenza di farina di grano tenero oppure che il prodotto ha subito un errato processo di essiccazione. La pasta, infine, non deve presentare bolle d’aria, fessure o tagli, muffe, larve o parassiti, indicativi di un cattivo stato di conservazione e confezionamento. 

martedì 28 aprile 2015

Riciclo (3) - Torta di polenta e mele.

La polenta (conosciuta anche come polenda  o pulenda, in Veneto come poenta) è un antichissimo piatto a base di farina di cereali.
Pur essendo conosciuto nelle sue diverse varianti pressoché sull'intero suolo italiano, ha costituito, in passato, l'alimento base della dieta in alcune zone settentrionali alpine e prealpine di Lombardia, Veneto, Piemonte, Valle d'Aosta, Trentino, Emilia e Friuli-Venezia Giulia, nelle quali è tuttora piuttosto diffuso.


Il cereale di base più usato è il mais, importato in Europa dalle Americhe nel XV secolo, che le dà il caratteristico colore giallo, mentre precedentemente era più scura perché si usava soprattutto farro o segale e, più tardivamente anche il grano saraceno, importato dall'Asia. La prima coltivazione di mais documentata nel Nord Italia risale a Lovere, in Val Camonica, da parte di un nobile, Pietro Gajoncelli che, nel 1658 pare che avesse importato i primi 4 chicchi di mais dalle Americhe.
La polenta è un ammasso semi-consistente costituito da un impasto di acqua e una farina (solitamente a grana grossa) di cereale.
Oggi la più comune in Europa è quella a base di mais, detto granoturco, cioè la classica polenta gialla.
Questa si versa nell'acqua bollente e salata, quindi cotta in un paiolo e rimestata con un bastone di legno di nocciolo, chiamato cannella (la tradizione vuole che sia di rame), per almeno un'ora. Tuttavia, le moderne polente hanno una più rapida cottura, cioè di alcuni minuti. La farina da polenta è solitamente macinata a pietra ("bramata") più o meno finemente a seconda della tradizione della regione di produzione. In genere la polenta viene presentata in tavola su di un'asse circolare coperta da uno straccio e viene servita, a seconda della sua consistenza, con un cucchiaio o tagliata a fette, con un coltello di legno, o con un filo di cotone, dal basso verso l'alto.


Il termine polenta deriva dal latino puls, specie di polenta di farro (in latino far da cui deriva farina) che costituiva la base della dieta delle antiche popolazioni italiche. I greci usavano invece solitamente l'orzo.