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lunedì 11 settembre 2017

Tortina alle mele.

Che la mela sia il frutto del melo (Malus communis) è un dato di fatto ben lontano dal costituire una novità, così come non si dice nulla di nuovo quando si afferma per l'ennesima volta che "una mela al giorno toglie il medico di torno".

Mele.

Oltre ad allontanare la compagnia del personale sanitario, di cui faremmo volentieri a meno in determinati frangenti, pare proprio che il consumo regolare di mele aiuti a sbarazzarsi anche di altre, indesiderate, compagnie. È il caso, ad esempio, del colesterolo, ma anche degli odiati chili di troppo. Tutto ciò, ovviamente, a patto che le mele siano inserite in un piano dietetico non dico rigoroso, ma comunque attento e rispettoso della salute del buongustaio.
Iniziamo col dire che al pari della verdura e di alcuni tipi di frutta, la mela è un alimento ideale per iniziare un pasto. Se mentre siamo impegnati nella preparazione di laboriose portate culinarie veniamo colti da un'irresistibile appetito, sgranocchiare una mela è la soluzione migliore. Consumare uno di questi frutti prima dei tre pasti principali aiuta infatti a calmare anche l'appetito più vorace, meglio ancora se lo si associa ad un bel bicchiere di acqua. 

Mele.

Il segreto delle straordinarie proprietà nutrizionali e salutistiche delle mele è in gran parte nascosto dietro una fibra solubile, chiamata pectina, di cui sono particolarmente ricche. Questo polisaccaride indigeribile aiuta a controllare i livelli di colesterolo, contribuisce a regolarizzare la funzionalità intestinale e tiene sotto controllo l'appetito. Inoltre, la sua fermentazione da parte della flora batterica intestinale, origina acidi grassi a corta catena, che avrebbero un effetto protettivo sullo sviluppo del cancro al colon.

domenica 28 febbraio 2016

Una coppa di .......salute!

Il miele è il prodotto della trasformazione, effettuata dalle api, delle secrezioni dei fiori (nettare) e delle secrezioni di alcuni insetti (melata).
La bontà del miele dipende da due fattori: dal lavoro delle api per produrlo e dall'intervento dell'uomo per estrarlo e metterlo a disposizione del consumatore.

Miele Italiano.

Il miele, immagazzinato dalle api nelle cellette dei favi, viene estratto mediante centrifugazione, lasciato decantare in appositi contenitori e riportato in vasetti.
Queste sono le uniche lavorazioni che permettono di mantenere integre le caratteristiche del prodotto per offrirlo esattamente come lo hanno ottenuto le api.
La parola miele sembra derivare dall'ittita melit. Per millenni, ha rappresentato l'unico alimento zuccherino concentrato disponibile. Le prime tracce di arnie costruite dall'uomo risalgono al VI millennio a.C. circa. Per millenni il miele è stato il principale dolcificante usato dall'uomo.
Anche nell'antico Egitto il miele era apprezzato, e le prime notizie di apicoltori che si spostavano lungo il Nilo per seguire con le proprie arnie la fioritura delle piante risalgono a 4000 anni fa. Inoltre, gli Egizi usavano deporre accanto alle mummie grandi coppe o vasi ricolmi di miele per il suo viaggio nell'Aldilà, alcuni dei quali sono stati rinvenuti durante gli scavi ancora perfettamente sigillati (l'archeologo T.M. Davies ha scoperto per esempio in una tomba egizia un barattolo di miele vecchio di 3300 anni, perfettamente commestibile). Dalla lettura dei geroglifici è noto che ricette a base di miele erano impiegate non solo ad uso alimentare ma anche medico (cura dei disturbi digestivi, unguenti per piaghe e ferite).

domenica 11 ottobre 2015

Tiramisù un po'......più leggero.

Ospite fisso nelle insalate o nei cocktail, ed accompagnatore ideale di miele e cereali a colazione, lo yogurt greco è entrato da anni a far parte della nostra alimentazione. Denso, cremoso, gustoso, sta conquistando milioni di palati in Europa e in America. E, a differenza di molti altri alimenti, sembra non conoscere crisi. In Italia, in particolare, solo nell'ultimo anno le importazioni sono cresciute di un buon 20%. 
In realtà, però, questo prodotto ha ben poco di greco. A parte, naturalmente, il nome.

Yogurt greco.

Lo yogurt greco nasce infatti in Bulgaria, ma dato lo scarso appeal della patria d'origine, gli esperti del marketing hanno ben pensato di associarlo alla vicina e più glamour Grecia. Ma, purtroppo, una bassissima percentuale del fatturato milionario di questo prodotto entra nelle tasche del popolo ellenico (che mai come in questo periodo avrebbe bisogno di risollevare la propria economia). Le maggiori aziende che producono lo yogurt, infatti, sono dislocate soprattutto in America.
Lo yogurt greco è famoso per avere una consistenza densa e cremosa. Il motivo? Mentre lo "yogurt normale" viene filtrato due volte, quello greco subisce tre filtrazioni per rimuovere una quantità maggiore di siero.
Questo triplo filtraggio modifica anche le proprietà nutrizionali del prodotto.
Rispetto a un normale yogurt bianco lo yogurt greco contiene infatti meno lattosio (il che lo rende un'ottima opzione per chi è intollerante), meno sodio, meno zuccheri e più proteine. Il maggior apporto calorico conferisce inoltre a questo alimento un buon potere saziante. Ma se temete le calorie potete sempre optare per le versioni light a ridotto contenuto di grassi (0% o 2% di grassi).
Mediamente 100 g di prodotto intero apportano 115 kcal. Le confezioni sono da 150 g, ideali come spuntino, magari abbinandoci uno o due frutti di stagione.

Io non sono particolarmente goloso, tendenzialmente preferisco il salato; ci sono però alcuni dolci che potrei consumare “dosi industriali” come il torrone di Alba, i cannoli siciliani e il tiramisù.
Purtroppo, da qualche anno, per via del colesterolo un po’ alto, devo cercare di limitare quei dolci, come il tiramisù, che con il mascarpone e le uova, trasudano di colesterolo “cattivo”.
Non volendo rinunciare del tutto, ho pensato di “alleggerirlo” un poco per riuscire a consumare qualche fetta in più.
A parità del resto degli ingredienti, sostituendo la crema al mascarpone con quella alla ricotta, c’è un risparmio di circa 150 Kcal ogni 100 g di dolce: rimane sempre un dolce “calorico”, però è un po’ più leggero!!

Tiramisù un po'......più leggero.

Ingredienti (per 6 persone). 
400 g di savoiardi; 
500 g di ricotta; 
250 g di panna da montare;
170 g yogurt greco Total (un vasetto);
50 g di zucchero;
50 g di cioccolato fondente in scaglie q.b.
4-5 tazze di caffè espresso;
½ cucchiaino di cannella in polvere;
1 bustina di vanillina;
Cacao amaro in polvere q.b. 

1 – Preparazione. 
Preparate il caffè e lasciatelo raffreddare.
Durante la preparazione, mettete nel freezer una ciotola con la panna da montare; la panna, per montare bene, dovrà essere lavorata molto fredda, come fredda dovrà essere la ciotola e, al limite, le fruste dello sbattitore.
In una ciotola, mettete la ricotta unendola, lo zucchero, la vanillina, cannella e lavoratela molto bene fino a ottenere una crema liscia e senza grumi.
Unire lo yogurt greco e continuare a mescolare sino ad ottenere una crema liscia ed omogenea.
Con un coltello, tagliate a scaglie il coccolato e inseritelo nella crema di ricotta e yogurt.
A parte, montate la panna e amalgamatela alla crema di ricotta, mescolandola dal basso verso l’alto per non “smontarla”.
Prendete una pirofila rettangolare e, con il composto di ricotta, panna e yogurt, formate un primo strato sottile.
Su questo letto di crema potrete iniziare a posizionare i savoiardi dopo averli impregnati leggermente di caffè.
Fatto il primo strato, coprite con la crema e poi con altri savoiardi; ripetete fino all’ultimo savoiardo.
Completate la superficie con uno strato di crema e guarnite con altre scaglie di cioccolato, coprite con la pellicola e lasciate riposare in frigorifero per almeno 3 ore.

2 - Presentazione.
Trascorse le tre ore, togliete la pirofila dal frigorifero, eliminate la pellicola e distribuite sulla superfice un’abbondante strato di cacao amaro.
Porzionate e servite.

lunedì 6 luglio 2015

Cheesecake con pesche ed amaretti.

La colla di pesce è una gelatina essiccata in fogli, generalmente utilizzata in cucina come addensante, in particolare per la preparazione di dolci.
Il nome nasce dalla procedura di produzione originaria della Russia, dove viene prodotta partendo dalla vescica natatoria dello storione e/o pesci affini e dalla cartilagine di pesce; conosciuta anche come "ittiocolla" viene fatta essiccare al sole, ma è poco usata in commercio. Essendo questa costituita in maggior parte da tessuto connettivale e quindi da collagene possiamo considerarla una fonte proteica, ma il valore biologico del tessuto connettivale è del tutto simile a quello della matrice ossea, quindi molto basso.

Fogli di colla di pesce.

Oggi sul mercato sono presenti principalmente gelatine, impropriamente note come colla di pesce, prodotte prevalentemente utilizzando la cotenna del maiale insieme a ossa e cartilagini anche di origine bovina, che hanno un contenuto proteico rilevante: 86 g per 100 g di prodotto. L’80% della gelatina alimentare di origine animale prodotta in Europa è derivata dalla cotenna del maiale. Il 15% viene ricavato dal bifido bovino, cioè da uno strato sottile presente sotto la pelle. Il rimanente 5% viene ricavato quasi tutto da ossa di maiali e bovini. Le gelatine sono messe in commercio in fogli sottili, trasparenti, inodori e insapori, che posti in acqua rigonfiano, al contrario della ittiocolla che non aumenta di molto il suo volume. Nelle etichette dei prodotti alimentari spesso è denominata E441.
Per un accordo tra le maggiori aziende produttrici di gelatina in fogli, il potere gelificante di un foglio è standardizzato: un foglio di gelatina gelifica nella stessa maniera la stessa quantità di acqua in modo da presentare, indipendentemente dal peso e dalla marca, lo stesso potere addensante per foglio. Sarà preoccupazione del confezionatore dosare il peso del singolo foglio per ottenere questo comportamento standard.
Normalmente sei fogli di gelatina riescono a gelificare 500 ml (mezzo litro) di acqua; usando invece 8-9 fogli, otteniamo una gelatina molto più solida che è possibile tagliare con il coltello.
Oltre che per la preparazione di cibi, la colla di pesce può essere utilizzata come colla per legno, oppure in lavori di restauro per fare aderire la foglia d'oro al bolo. Le colle raffinate o gelatine sono prodotte sempre da ritagli di pelle o di ossa, ma lavorate con particolare accuratezza. Alcune persone la usano anche come prodotto per capelli per fissare creste particolarmente lunghe, ma questo utilizzo è altamente sconsigliato poiché dannoso alla fibra dei capelli.