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domenica 28 febbraio 2016

Una coppa di .......salute!

Il miele è il prodotto della trasformazione, effettuata dalle api, delle secrezioni dei fiori (nettare) e delle secrezioni di alcuni insetti (melata).
La bontà del miele dipende da due fattori: dal lavoro delle api per produrlo e dall'intervento dell'uomo per estrarlo e metterlo a disposizione del consumatore.

Miele Italiano.

Il miele, immagazzinato dalle api nelle cellette dei favi, viene estratto mediante centrifugazione, lasciato decantare in appositi contenitori e riportato in vasetti.
Queste sono le uniche lavorazioni che permettono di mantenere integre le caratteristiche del prodotto per offrirlo esattamente come lo hanno ottenuto le api.
La parola miele sembra derivare dall'ittita melit. Per millenni, ha rappresentato l'unico alimento zuccherino concentrato disponibile. Le prime tracce di arnie costruite dall'uomo risalgono al VI millennio a.C. circa. Per millenni il miele è stato il principale dolcificante usato dall'uomo.
Anche nell'antico Egitto il miele era apprezzato, e le prime notizie di apicoltori che si spostavano lungo il Nilo per seguire con le proprie arnie la fioritura delle piante risalgono a 4000 anni fa. Inoltre, gli Egizi usavano deporre accanto alle mummie grandi coppe o vasi ricolmi di miele per il suo viaggio nell'Aldilà, alcuni dei quali sono stati rinvenuti durante gli scavi ancora perfettamente sigillati (l'archeologo T.M. Davies ha scoperto per esempio in una tomba egizia un barattolo di miele vecchio di 3300 anni, perfettamente commestibile). Dalla lettura dei geroglifici è noto che ricette a base di miele erano impiegate non solo ad uso alimentare ma anche medico (cura dei disturbi digestivi, unguenti per piaghe e ferite).

lunedì 25 gennaio 2016

Dopo il limoncello: come riutilizzare le bucce e i limoni nudi.


In questo periodo dell’anno, quando gli agrumi danno il meglio di sé, inizia la preparazione dei vari liquori casalinghi: limoncello, arancello, mandarinetto, ecc.
Ecco quindi che, anche quest’anno, ho cominciato con il limoncello. La mia prima preparazione risale al 2013 con circa 1,5 kg di limoni di buona qualità.

Produzione 2016.

La ricetta utilizzata era una miscellanea di varie ricette recuperate in rete oltre che da amici e parenti. Il liquore ottenuto, contrariamente a quanto sperassi, era buono secondo il parere mio e dei molti che lo hanno assaggiato; conseguentemente, ogni anno, la quantità di limoncello prodotto è via via aumentata sino ad arrivate a quest’anno con circa 10 kg di bellissimi limoni di Sorrento (recuperati a fatica e con un certo costo) che, alla fine, mi hanno dato circa 13 litri di limoncello.
Con tutti questi fantastici e profumatissimi frutti impiegati, si è presentato un non trascurabile problema: come utilizzare i limoni dopo averli “pazientemente” pelati.
Un altro problema era quello della grande quantità di bucce che restavano dopo aver ceduto tutta la loro fragranza nell’infusione alcolica.
In passato, con meno limoni, dopo l’infusione le ho sempre gettate; quest’anno però, vista la qualità dei frutti, mi dispiaceva buttarle.
I frutti, per così dire “nudi”, li ho sempre trasformati in marmellata di qualità mediocre; infatti, una marmellata preparata con qualsiasi agrume, diviene eccezionale solo se contiene anche le bucce che danno profumo ed un gusto inconfondibile.
Dopo una lunga ricerca, ho trovato la soluzione per i frutti e anche per le bucce: i limoni ubriachi, l’aroma al limoncello e lo di limone (poi di seguito vi spiego).

giovedì 7 gennaio 2016

Limoncello - nuova ricetta.

Secondo la tradizione il limoncello nasce agli inizi del Novecento e la sua paternità viene contesa tra sorrentini, amalfitani e capresi: molto rinomato infatti è quello prodotto in Campania utilizzando il limone di Sorrento (il "femminello") o lo sfusato amalfitano IGP. Molto famoso è quello di Procida.

Limoncello 2016.

In seguito alla popolarità raggiunta dal Limoncello in Italia, anche gli Stati Uniti hanno iniziato a produrre limoncello usando i limoni della California che equivalgono al 90% della produzione nazionale. 
Il limoncello nacque proprio agli inizi del 1900, in una piccola pensione dell’Isola Azzurra, dove la signora Maria Antonia Farace curava un rigoglioso giardino di limoni e arance. Il nipote, nel dopoguerra, aprì un’attività di ristorazione proprio nelle vicinanze della villa di Axel Munte. La specialità di quel bar era proprio il liquore di limoni realizzato con l’antica ricetta della nonna. Nel 1988, il figlio Massimo Canale avviò a sua volta una piccola produzione artigianale di limoncello, registrandone il marchio. Ma in realtà, anche a Sorrento ed a Amalfi, fioccano leggende e racconti sulla produzione del tradizionale liquore giallo.