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venerdì 2 giugno 2017

Ali di pollo speziate.

Il curry, nella cucina italiana, indica una miscela, di origine indiana, di spezie pestate nel mortaio che formano una polvere giallo-senape fortemente profumata. Corrisponde all'indiano Masala, che comprende una varietà di miscele tipiche.


Curry.

In altri paesi occidentali con il termine curry si indica invece una varietà di piatti della cucina del Sud Asiatico, in particolar modo indiana. 
Curry peraltro designa tutta una varietà di miscele, in uso principalmente nel sud-est asiatico, meno note in Italia con i loro nomi specifici, di cui il più diffuso è il green curry o kaeng khiao wan Thailandese, polvere verde contenente varietà orientali di basilico. Molto diffusi sono anche il kaeng kari o curry giallo, kaeng phet o curry rosso, curry diabolico in uso a Singapore e Malacca (con Noce indiana e Galangal), Prik khing curry di tradizione cino-thailandese, il massaman curry o nam phrik kaeng massaman, il curry giapponese o karē, e moltri altri che oltre o in sostituzione degli ingredienti del curry indiano possono contenere citronella, scalogno, coriandolo, peperoncino, cumino e altre spezie o essenze.

mercoledì 20 aprile 2016

Bocconcini di vitello al curry.

Le proprietà terapeutiche dei porri erano note già dai tempi antichi ad egizi e romani, quest’ultimi ritenevano che avessero proprietà benefiche nei confronti della gola e del sonno.

Porri.

Il porro, nome scientifico Allium porrum, è una pianta a carattere biennale appartenente alla famiglia delle Liliaceae. È un ortaggio la cui coltivazione è diffusa in gran parte del mondo (Asia, Europa e America). In Italia sono coltivati in tutte le regioni e, anche se ormai è possibile trovarli sul mercato tutto l’anno, il periodo giusto per consumarli dovrebbe essere quello autunnale/invernale.
La parte che normalmente si mangia è quella bianca finale mentre quella verde viene di solito scartata.
I porri, in termine di gusto, hanno qualcosa in comune con l’aglio e la cipolla, ma il loro sapore è più delicato per cui spesso, in molte ricette si preferiscono i porri al posto di aglio e cipolle.
Sono composti dall’ 87,8 % d’ acqua, dall’ 1,5 % di proteine, carboidrati, dal 3,8 % di zuccheri solubili, dall’ 1 % di ceneri, dallo 0,3 % di grassi e dall’1,8 % di fibre alimentari.
I minerali presenti sono: ferro, sodio, potassio, magnesio, zinco, rame, manganese, selenio, calcio e fosforo.
Nei porri è presente la vitamina A, le vitamine B1 o tiamina, B2 o riboflavina, B3 o vitamina PP o niacina, B 5, B6, vitamina C, vitamina E, K e J. Contengono inoltre beta-carotene, luteina e zeaxantina.
Contengono un buon numero di aminoacidi: acido aspartico, acido glutammico, alanina, arginina, cistina, glicina, leucina, fenilalanina, istidina, isoleucina, lisina, prolina, metionina, serina, tirosina, triptofano, valina e treonina.

Infiorescenza porro.

Per conservare invariate le proprietà ed i benefici delle sostanze contenute, i porri andrebbero consumati crudi, anche se purtroppo molte delle ricette che li contengono ne prevedono la cottura.