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martedì 25 settembre 2018

Confettura di peperoni e fragole.

Rileggendo questa ricetta, mi sono accorto di aver tralasciato, al momento della pubblicazione, l'aggiunta del Brandy; eccola di seguito modificata.


La pectina è un carboidrato indigeribile, un polisaccaride di struttura contenuto nelle pareti cellulari dei tessuti vegetali. Formata principalmente da una catena lineare di monomeri di acido galatturonico, tenuti insieme da legami di tipo α-(1-4), la pectina è a tutti gli effetti una fibra solubile.

Pectine da frutta.

I più la conoscono per il suo impiego nella preparazione di marmellate e gelatine di frutta, ma è dotata anche di interessantissime virtù dietetiche.Ogni giorno, ingeriamo qualche grammo di pectina (2-6 grammi in relazione alle abitudini alimentari), ricavandola da frutta e verdura, in particolare da mele, prugne, agrumi, mele cotogne ed uva spina; la fonte più ricca in assoluto è la pellicina bianca (detta albedo) che rimane attorno ai frutti degli agrumi dopo aver allontanato la buccia.
Ecco spiegatocome mai i nutrizionisti danno una netta preferenza al frutto intero rispetto alle spremute ed ai succhi di frutta, particolarmente ricchi di zuccheri e poveri di fibra.
La diversa concentrazione di pectina nei frutti maturi spiega perché da alcuni di essi si ottengono gelatine di consistenza eccellente, mentre da altri si ricavano confetture piuttosto liquide, rendendo necessaria l'aggiunta di pectina inpolvere o di altri frutti che ne sono particolarmente ricchi (mele cotogne e bucce di agrumi). Sotto questo aspetto, la capacità di formare gel ad alta consistenza è superiore per i frutti acerbi, poiché in quelli maturi si riscontra un elevato grado di idrolisi enzimatica delle pectine. 
A livello industriale la pectina si ricava da fonti naturali, come le mele, la sansa, il bianco degli agrumi ed in genere da sottoprodotti provenienti dall'estrazione dei succhi.

venerdì 6 ottobre 2017

Penne con peperoni e salmone affumicato.

L'affumicatura o affumicamento è un'antica tecnica di conservazione, cottura e insaporimento degli alimenti. Questa tecnica consiste nell'esporre un prodotto alimentare al fumo provocato dalla combustione di legno avente una bassa quantità di resina.
Carne e pesce sono gli alimenti più comunemente affumicati, come anche formaggi e verdure.
Alcuni ingredienti utilizzati per bevande come il whisky, la birra affumicata (Rauchbier), ed il tè Lapsang Souchong vengono fatti affumicare prima di essere utilizzati.
Alcuni cibi affumicati
Vi sono due principali tipi di affumicature: a freddo e a caldo. Inoltre, una tecnica di più recente introduzione è l'affumicatura a liquido.
Nell'affumicatura a freddo, il processo richiede da circa 24 a 48 ore (a seconda del cibo) e la temperatura deve essere mantenuta fra i 16 e i 26 °C. Questo tipo di processo viene utilizzato per conferire agli alimenti un'alta capacità di conservazione.
Nell'affumicatura a caldo, la temperatura dev'essere compresa fra i 60 e i 75 °C. Solitamente si esegue prima l'affumicatura a freddo e poi a caldo.
Questa forma di conservazione degli alimenti ha origine nell'antichità.
Questo processo di conservazione, confrontato con la messa sotto sale si distingue per la grande efficienza e si differenzia in quanto il sale assume l'umidità dai cibi senza intaccarne le qualità organolettiche originali, mentre nell'affumicatura i sapori vengono fortemente alterati.
Nell'affumicatura a liquido, i cibi non vengono a diretto contatto con il fumo: esso viene condensato e distillato in acqua, per poi essere unito in questa forma agli alimenti, che ne assumono il sapore, senza esserne esposti.
In Europa, l'ontano era il legno impiegato tradizionalmente per l'affumicatura, ma ora è la quercia la più utilizzata, insieme al faggio, in misura minore. In Nord America, il noce bianco americano, la mesquite, la quercia, il pecan, l'ontano, l'acero e alberi da frutto come il melo, il ciliegio e il pruno, sono comunemente utilizzati per produrre il fumo.
Oltre al legno, è possibile impiegare altri combustibili, talvolta aggiungendo anche ingredienti aromatizzanti. Alcuni produttori nordamericani di prosciutto e pancetta fanno affumicare i loro prodotti bruciando pannocchie. La torba viene bruciata per asciugare e affumicare il malto d'orzo usato per fare whisky e alcune birre. In Nuova Zelanda, la segatura dalla nativa manuka (albero da tè) è comunemente utilizzata per affumicare il pesce. In Islanda, viene utilizzato lo sterco di pecora essiccato per affumicare a freddo pesce, agnello, montone e balena.

Mi hanno regalato del salmone affumicato che però non era già affettato ma si trattava di un filetto intero.
Invece di preparare la “classica” pasta al salmone, ho voluto realizzare questa ricetta semplice e rapida esecuzione ma, a parer mio, molto gustosa!


Penne con peperoni e salmone affumicato.

Ingredienti (per 4 persone). 
320 g di penne (o altro tipo di pasta a Voi gradita);
60 g burro;
150 g Salmone affumicato (non a fettine, meglio se filetto);
1 peperone rosso + 1 giallo;
1 scalogno;
1 bicchierino Vodka (o ½ bicchiere di vino bianco secco);
3 cucchiai di olio EVO;
Sale e pepe nero macinato fresco q.b.
1 mazzetto di prezzemolo fresco (opzionale). 

1 – Preparazione. 
Pulite e tritate finemente lo scalogno.
Lavate accuratamente i peperoni e, dopo aver eliminato il picciolo i semi ed i filamenti bianchi, tagliateli a listarelle.
Tagliate il salmone a dadini non troppo grandi. 

2 – Cottura. 
In una padella, abbastanza ampia da poter far saltare la pasta, fate sciogliere il burro, aggiungete lo scalogno e fate rosolare, a fiamma bassa, per qualche minuto facendo attenzione che lo scalogno non bruci; se necessario, aggiungete 1 cucchiaio di acqua calda.
Quando lo scalogno sarà diventato “trasparente”, unite i peperoni, salate, pepate e continuate la cottura per circa 10 minuti assicurandovi che la preparazione non si asciughi troppo; nel caso, aggiungete un po’ di acqua calda.
Unite ora il salmone, mescolate bene, fate rosolare per 2-3 minuti e sfumate con la vodka (o il vino bianco).
Proseguite nella cottura per altri 10 minuti.
Nel frattempo, portate ad ebollizione abbondante acqua salate e lessate la pasta.
Scolate la pasta “al dente”, versatela nella padella col resto degli ingredienti e fatela “saltare” per un paio di minuti; non fatela asciugare troppo e, se necessario, aggiungete 1 cucchiaio di acqua di cottura della pasta.
Spegnete il fuoco, aggiustate di sale (se necessario), unite l’olio EVO e mantecate per 1 minuti.

3 - Presentazione. 
Impiattate con una spolverata di pepe nero macinato fresco e, se gradito, del prezzemolo tritato finemente.
Servite la pasta ben calda.

Riepilogo costi-Kcal.

martedì 9 maggio 2017

Maltagliati con peperoni arrostiti.

L’estate è la stagione dei peperoni.
Una delle principali caratteristiche nutrizionali del peperone è che risulta essere molto ricco di Vitamina C (circa 126 mg ogni 100 g). Il peperone è tra le verdure che contengono il maggior quantitativo di Vitamina C; più di spinaci e cavoli.
Interessante è anche il contenuto di Provitamina A (Carotene): 0,7 mg per 100 g (i peperoni rossi possono arrivare anche a 3,5 mg ogni 100 g).
Grazie ai livelli record di Vitamina C, i peperoni svolgono un ruolo prezioso per l’alimentazione e per la salute; anche se viene consumato in piccole quantità (a crudo, come ingrediente in un’insalata mista) o cotto (la cottura può distruggere fino al 60% di vitamina C).
Una porzione di 50 g di peperoni crudi contiene più di 60 mg di vitamina C, il 75% della razione giornaliera raccomandata (RDA).
Vitamina C e Provitamina A sono due vitamine antiossidanti con molteplici effetti benefici sulla salute, sulla protezione e la prevenzione di diverse patologie: invecchiamento precoce, tumori e malattie cardiovascolari.
Oltre a ciò le fibre sono relativamente abbondanti (2 g di fibra ogni 100 g) e consistono principalmente in pectine, cellulosa ed emicellulosa, che formano le pareti delle cellule vegetali.
In fine, il quantitativo energetico del peperone risulta veramente modesto: circa 21 kcal per 100 g.
Credo che queste siano delle argomentazioni più che valide da richiedere un consumo regolare di questo fantastico frutto (in realtà si tratta di una bacca).
Oggi, grazie alla globalizzazione e alle coltivazioni in serra, troviamo i peperoni praticamente tutto l’anno ma, per sfruttare a pieno i benefici ricavabili dalla loro assunzione, devono essere consumati seguendo la loro stagionalità: in Italia da giugno a settembre.
Per oltre vent’anni, con i miei fratelli e i miei genitori, abbiamo tenuto in affitto per tutto l’anno un appartamento a Carisolo (TN); a luglio dell’anno scorso, per tutta una serie di motivi che non sto a raccontarvi, abbiamo dovuto lasciare quell’appartamento e ci siamo trasferiti in un altro a Caderzone Terme, un piccolo paese a 6 chilometri da Carisolo.
Nel vecchio appartamento c’era un bellissimo camino perfettamente funzionante; non lo utilizzavamo per il riscaldamento anche se, nelle fredde giornate invernali, qualche volta lo si metteva in funzione mentre guardavamo la TV o si scambiava qualche chiacchera con gli amici.
Io, in particolare, lo accendevo spesso per ottenere della brace e cucinare cibi grigliati: carne, pesce e verdure come i peperoni che, fatti alla brace, li “adoro”.
Nella nuova casa, pur essendo anch’essa molto vecchia e ristrutturata, non c’è il camino e quindi quando voglio prepararmi i peperoni arrostiti uso il forno; vengono altrettanto bene ma, credetemi sulla parola, quando dico che quelli fatti alla brace hanno un sapore e un profumo senza eguali……….pazienza!

giovedì 21 luglio 2016

Peperonata veloce.

L’origano è conosciuto ed apprezzato in tutto il mondo per le sue proprietà aromatiche; la pianta, nome scientifico Origanum, è un’erbacea perenne appartenente alla famiglia delle Lamiaceae che cresce spontanea fino ad un’altitudine di 2.000 metri circa. La parola origano trae la sua origine da due parole greche: oros il cui significato letterale è montagna e ganos che invece significa splendore. Deduciamo quindi che la parola origano può essere tradotta con splendore della montagna, pensando anche al decoro che questa pianta porta con i suoi fiori colorati all’aspetto delle zone montagnose.

Pianta d'origano.

La pianta dell’origano può raggiungere i 70/80 centimetri di altezza, ha foglie ovali leggermente dentellate e i suoi fiori sono raggruppati in pannocchie di un gradevole colore bianco rosa; il suo frutto invece si presenta sotto forma di una capsula di colore scuro. Dell’origano vengono utilizzate le foglie e le sommità raccolte in estate durante la fioritura.
L’origano è composto in gran parte da carboidrati, dal 9,94 % d’acqua, 42 % da fibre, 4,10 % da zuccheri, 9 % da proteine, 7,80 da ceneri e dal 4,28 da proteine.
I minerali presenti nell’origano sono: potassio, calcio, sodio, fosforo, magnesio, ferro e zinco, manganese, rame e selenio.
Le vitamine dell’origano sono la vitamina A, le vitamine B1, B2, N3, B5, B6, la vitamina C, la vitamina E, K e J.
Gli zuccheri contenuti nell’origano sono destrosio, fruttosio, galattosio e saccarosio.

Fiori d'origano.

Per quanto riguarda aminoacidi contenuti nell’origano ecco quali sono: acido aspartico e glutammico, arginina, cistina, glicina, fenilananina, istidina, isoleucina, leucina, lisina, alanina, prolina, metionina, serina, tirosina, triptofano, valina e treonina.

lunedì 25 gennaio 2016

Capesante con dadolata di verdure.

Pecten jacobaeus, volgarmente noto come capasanta, cappasanta, pettine di mare o conchiglia di San Giacomo, è un mollusco bivalve a struttura inequivalve (conchiglia in cui le due valve sono sensibilmente diverse.), provvisto di 14-16 costole striate che si irradiano dalla cerniera. 
La valva inferiore, con cui l'animale si appoggia al fondo, è molto convessa e di colore chiaro, mentre quella superiore è pianeggiante e di colore bruno. Raggiunge le dimensioni di 12-14 cm circa.

Capesante.

La riproduzione ermafrodita di questo mollusco avviene nei mesi di maggio e giugno e dà luogo a una piccola larva planctonica.
In Europa vivono nel Mediterraneo. In Normandia, in Bretagna, in Scozia, in Irlanda e in Inghilterra è la specie differente Pecten maximus. In Italia vivono pressoché in tutti i mari (condizione essenziale è che siano arenosi o sabbiosi e ricchi di detriti), tra i 25 e i 200 metri di profondità. I giovani esemplari vivono ancorati al fondale mediante dei filamenti, mentre gli adulti si spostano liberamente sul fondale aprendo e chiudendo repentinamente le valve per consentire una rapida fuoriuscita d'acqua: tale metodo consente all'animale di spostarsi con estrema velocità, anche per lunghi tratti.
La capasanta è un essere vivente ermafrodita e viene particolarmente apprezzato quando le gonadi dei due sessi, una arancio corallina e una avorio, sono ben evidenti.
Le carni sono gustose, sia crude sia cotte, anche se è sconsigliato il consumo crudo come del resto tutti i bivalvi (essendo animali filtratori), per motivi d'igiene e di rischi di contatti con malattie infettive.
I mesi consigliati per il consumo di questo gustoso mollusco vanno da maggio ad agosto compresi, anche se la pesca può avvenire durante tutto l'anno, particolarmente nei mesi invernali.
Il sistema utilizzato per la pesca del mollusco è quello delle reti a strascico (quali il rapido).

lunedì 3 agosto 2015

Orecchiette con cozze e peperone.

Secondo la classificazione linneana (L.), la maggiorana è un'erba aromatica appartenente alla Famiglia Labiate, Genere Origanum, Specie majorana. La nomenclatura binomiale della maggiorana è Origanum majorana (mentre l'origano comune è detto Origanum vulgare).

Maggiorana.

La maggiorana è nativa del nord-Africa e del Medio Oriente; in questi luoghi, la pianta è perenne, mentre in altre ubicazioni, dove il clima è meno favorevole, può essere considerata di tipo annuale. La varietà comunemente utilizzata a scopo alimentare, fitoterapico o aromatico-ambientale è anche conosciuta come "maggiorana dolce" o "maggiorana dei giardini".
L'aroma della maggiorana è fresco, penetrante e leggermente canforato. D'altro canto, il sapore è leggermente amaro ma estremamente più delicato di quello dell'origano comune.
La maggiorana è caratterizzata da getti erbacei che lignificano solo nella porzione basale; dopo la produzione dei frutti, i rametti si seccano e lasciano piccole e rade foglioline. La maggiorana raggiunge un'altezza di 40-50cm, ha radici fascicolate e sottili, e presenta un fusto pubescente, quadrangolare, talvolta ramificato. Le foglie della maggiorana sono color verde-grigiastro, ovali, disposte in maniera opposta, lunghe al massimo 3,5cm e larghe 3,0cm. I fiori invece, che sbocciano con le alte temperature, sono organizzati in strutture di forma tondeggiante, più piccole delle foglie, che fioriscono nei mesi di luglio e agosto; i semi sono minuti, lisci, sferici e di color marrone.

Fiori di maggiorana.