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mercoledì 11 gennaio 2017

Coppa con crema pasticcera fatta al microonde.

La crema pasticcera è una preparazione a base di uova, zucchero, latte e farina, utilizzata in moltissimi prodotti dolciari.
Al posto della farina possono essere utilizzati altri addensanti come l'amido di mais o di riso.

Crema pasticcera.

Può essere servita come dolce al cucchiaio oppure utilizzata come guarnizione o farcitura per torte, pan di spagna, cannoli, bignè, e svariati altri prodotti di pasticceria. 
Ne esistono molte varianti: la crema diplomatica, che si ottiene amalgamando panna montata, la crema al limone, profumata con una scorza di agrume, la crema alla vaniglia, aromatizzata con vaniglia (o in alternativa con vanillina), crema inglese (come la pasticcera ma senza farina o altri addensanti) o, infine, la crema al cacao. 
Nelle società di un tempo, i primi "dolci" consistevano in elaborazioni nate arricchendo il pane e furono per molto tempo riservate esclusivamente alla classe nobile mentre i restanti ceti sociali (ben lontani dallo sfarzo delle corti e dove la povertà imperava) dovevano accontentarsi dei soliti pasti frugali.
Tali preparazioni assumevano le forme più diverse, modellate ispirandosi a parti animali o umane, spesso per essere usate quali offerte votive agli dei.

lunedì 6 giugno 2016

Frollini al cacao con cuore di Nutella.


Il biscotto è una preparazione di cucina e di pasticceria dolce, di dimensioni ridotte (5–10 cm) e di forma geometrica variamente decorata, solitamente cotta nel forno sino a perdere quasi ogni traccia di umidità. La parola deriva dal latino «panis biscotus», significante «pane cotto due volte», e le cui prime evidenze risalgono al X secolo.
I biscotti sono una preparazione antica, caratterizzata da forte presenza del miele (in origine) o dello zucchero (più recentemente) e dalla completa cottura in forno: due caratteristiche che li rendevano conservabili anche per lunghi periodi.

Frollini.

I biscotti sono solitamente a base di farina, uovo, burro, zucchero, ammoniaca ed eventualmente lievito e aromi vari. Oggi la farina usata è in massima parte di frumento, ma non mancano esempi di farine diverse come gli amaretti di farina di mandorle, i nocciolini di Chivasso di farina di nocciole piemontesi, le paste di meliga di farina di mais o i zaéti veneziani di farina di polenta, per restare nella sola tradizione italiana. I biscotti entrano nella tradizione culinaria di tutto l'Occidente, del Medio Oriente e dell'Estremo Oriente. 
I frollini sono i biscotti di pasta frolla. Hanno un impasto di farina, burro, zucchero e uova e la presenza di burro è notevole; hanno origine più recente dei primi e sono più deperibili. Appartengono alla grande famiglia delle paste secche di pasticceria ed erano riservati ad occasioni di feste, anche in considerazione della forte presenza di burro che li rende molto nutrienti e non sempre facilmente digeribili.
Accanto alla tradizionale produzione artigianale, oggi si affianca una imponente produzione industriale e i frollini sono spesso venduti come prodotti da colazione. Alcuni esempi: le paste di meliga con farina di mais, le offelle con olio di oliva, le margherite di Stresa in Italia, gli spritsgebak in Olanda, gli shortcake e gli shortbread inglesi e americani, gli alfajores in Spagna. 
Il biscotto è un prodotto dolciario dalle dimensioni ridotte; contiene generalmente farina, uovo, burro, miele o zucchero. Grazie ai suoi ingredienti e alla cottura in forno è facilmente conservabile anche per periodi piuttosto lunghi. Le proprietà nutrizionali variano a seconda del tipo di ingredienti usati, in generale sono molto calorici e ricchi di carboidrati a medio e alto indice glicemico; importante anche il contenuto di lipidi (spesso derivanti dalla margarina). L'apporto proteico è scarso. In commercio vi sono anche biscotti dietetici, con dolcificanti artificiali, integrali, di soia e persino quelli a zona che apportano i vari nutrienti nelle proporzioni consigliate dall'omonima dieta.
Indicativamente, i frollini di tipo generico hanno un contenuto carolico di circa 430 450 Kcal per 100 g di prodotto.

Frollini al cacao con cuore di Nutella.

Ingredienti (per 20-25 biscotti).
Per i frollini: 
300 g di farina “00” debole (per biscotti);
220 g di burro freddo;
100 g di zucchero semolato;
1 uovo intero;
30 g di cacao amaro;
1 baccello di vaniglia;
Scorza di ½ limone non trattato;
1 pizzico di sale.
Per il ripieno: 
200 g di crema Nutella (o altra crema alla nocciola);
20 g di olio di semi di girasole. 

1 - Preparazione.
Prepariamo la frolla. 
Setacciate la farina con il lievito e il cacao; disponete il tutto a fontana sul piano da lavoro, al centro versate le uova con lo zucchero e iniziate ad impastare. Aggiungete anche il burro, i semini estratti dal baccello di vaniglia e impastate velocemente fino ad ottenere un panetto compatto e omogeneo (1).
Sequenza-1.
Non lavorate eccessivamente l’impasto altrimenti il burro tenderà ad ammorbidirsi troppo.
Avvolgete il panetto in pellicola trasparente e mettete in frigorifero a riposare per almeno un’oretta (2).
Prepariamo i frollini. 
Trascorso questo tempo, prendete la vostra frolla e rimpastatela brevemente per renderla nuovamente lavorabile (3). Prelevate una parte dell’impasto e, utilizzando un mattarello, stendete una sfoglia sottile (non più di mezzo centimetro); per evitare che la sfoglia si attacchi al piano di lavoro e/o al mattarello, ogni tanto spolverate con un poco di farina (4).
Sequenza-2.
Ritagliate dei dischi (5), aiutandovi con un coppa pasta (o con un bicchierino) e, al centro di ciascun disco, mettete un cucchiaino di Nutella.
Sovrapponete un secondo disco sopra il primo con la crema creando una specie di raviolo (6) e premete bene lungo il bordo: sigillate facendo molta attenzione a non lasciar fuoriuscire la crema di Nutella (7).
Con un coppa pasta più piccolo (o un bicchiere dal diametro inferiore) andiamo a creare i frollini posizionandolo sul raviolo di frolla e premendo con decisione (8); otterrete un biscottino perfettamente sigillato che andrete a trasferire su una teglia con della carta forno.
Procedete in questo modo fino ad esaurire tutta la frolla.
I ritagli di pasta ottenuti, verranno impastati nuovamente per ricavare altri dischi di frolla.

2 - Cottura.
Infornate a 180°, in forno preriscaldato, per un quarto d’ora circa; fate attenzione a non prolungare troppo la cottura bruciando i biscotti: estraendo la teglia dal forno, la frolla deve risultare ancora morbida, tenderà poi ad indurirsi leggermente man mano che si raffredda.

3- Presentazione.
Questi biscotti possono essere consumati così o leggermente spolverati con zucchero a velo.

Ripilologo costi-Kcal.

giovedì 31 luglio 2014

Bignè con crema pasticcera.

l bignè (francesismo da beignet), più correttamente in italiano bignola, è una piccola pasta dolce di forma tondeggiante, talvolta allungata, in questo caso si chiama èclair.
I bignè si preparano in due modi completamente differenti fra loro: i bignè fritti e i bignè ripieni.

Bignè con crema pasticcera.

Il bignè fritto è la forma originaria del dolce, diffusa in numerosi paesi d'Europa. È formato da una pasta di farina, uova, latte, zucchero, burro, liquore e lievito che viene divisa in piccole forme, successivamente fritte e spolverate di zucchero a velo. In molte regioni è un tipico dolce di carnevale. Una versione differente del bignè fritto è tradizionale delle zone cajun degli States e molto famosa a New Orleans. In questa versione, di nota derivazione francese, il bignè è un dolce quadrato fritto.
Si ricava da una pasta lievitata che viene stesa con il mattarello, tagliata in quadrati che vengono fritti in olio di semi di cotone e spolverati di zucchero a velo.
Si ritiene che la ricetta sia stata portata, nel corso del Settecento, dalle suore dell’ordine delle Orsoline e sia divenuta comune nel 1800. È un dolce comune e amato, reperibile nelle caffetterie, cui ci si riferisce impropriamente come doughnuts, sebbene questo termine indichi nel resto degli stati anglofoni la ciambella dolce, fritta e glassata.
Il bignè ripieno è un piccolo dolce composto da un guscio di pasta choux ripieno di creme variamente aromatizzate, diventata famosa dalla Belle époque in poi. La pasta choux, inserita in una tasca da pasticcere, con bocchette di vario diametro e scanalatura, viene spremuta in piccole quantità su una placca da forno e cotta. Al variare delle bocchette e delle forme impresse, si ottengono diversi risultati estetici. I gusci di bignè cuociono brevemente a temperature intorno ai 200º e nel cuocere gonfiano divenendo leggeri e cavi all'interno. Questa stessa cavità viene riempita di farcitura; successivamente il dolce viene coperto di glassa. A seconda del ripieno assumono un nome preciso, che spesso viene usato solo in alta pasticceria.

Bignè con cioccolato.

Tra i più famosi ricordiamo lo Chantilly, bignè ripieno di panna montata.
Tuttavia, poiché la pasta choux è di gusto neutro, il bignè viene spesso farcito salato, ad esempio con salsa besciamella, crostacei, funghi o fondute di formaggio e servito come stuzzichino per buffet o aperitivi. La dimensione del bignè dolce può variare da un diametro di 10 – 12 cm alle dimensioni di una noce, tipiche della pasticceria minuta in uso specialmente in Piemonte. Il bignè salato è solitamente piccolo, tra i 3 e i 6 cm di diametro. Vi si fa riferimento anche con il nome di choux o bignola.
Quest'ultimo termine, però, può trovarsi anche applicato alle ricette tradizionali del bignè fritto.
Anche Pellegrino Artusi, nel suo famoso trattato “La scienza in cucina e l'arte di mangiar bene”, riporta la ricetta dei “Pasticcini di pasta beignet” (ricetta 631).
La pasta choux si usa principalmente per fare i bignè, e preparare i famosi profiterole, gli èclair, la torta Saint Honoré. In francese il termine “choux” significa “cavoletto”, la forma dei bignè assomiglia a quella dei cavoletti di Bruxelles.
Si narra che “La pate à choux” o “pasta per bignè” è nata nel XVI da un pasticcere italiano, “Popellini,” il quale preparò due dolci chiamati Popelin. Erano confezionati con una pasta “essiccata” che si chiamava “la pate à chaud”(pasta al caldo). Successivamente prese il nome di nome di “pate à choux” perché questa pasta aiutava a perfezionare i choux o ” bigné”. Un lungo e sottile pasticcino fatto con pasta choux riempito di crema e glassato è chiamato “èclair”. La pasticceria a base di pasta choux nacque durante il rinascimento in Francia e in Italia alla corte dei Medici, tuttavia fu il grande chef francese Marie-Antoine Carême (1784-1833) a sviluppare la produzione di questo tipo di pasticceria, ed è probabilmente a lui che si deve la ricetta dell’èclair.

martedì 14 agosto 2012

Crema al cioccolato (tipo Nutella) fatta in casa.

Nutella è il nome commerciale italiano di una crema gianduia a base di cacao e nocciole. Fu creata nel 1964 dall'industria dolciaria piemontese Ferrero, sulla base di una precedente crema denominata Pasta Giandujot e poi SuperCrema. Il nome deriva dal sostantivo nut, che significa "nocciola" in inglese, e il suffisso ella per ottenere un nome orecchiabile.

Crema di Nutella

L'origine della Nutella è legata al cioccolato Gianduia, che contiene pasta di nocciole. Il Gianduia prese piede in Piemonte nel momento in cui le tasse eccessive sull'importazione dei semi di cacao cominciarono a scoraggiare la diffusione del cioccolato convenzionale.
Pietro Ferrero possedeva una pasticceria ad Alba, nelle Langhe, area nota per la produzione di nocciole. Nel 1946 vendette il primo lotto costituito da 300 chili di "Pasta Giandujot". Si trattava di una pasta di cioccolato e nocciole, venduta in blocchi da taglio. Nel 1951 nasceva invece la Supercrema, conserva vegetale venduta in grandi barattoli.
Nel 1963, Michele Ferrero, figlio di Pietro, decise di rinnovare la Supercrema, con l'intenzione di commercializzarla in tutta Europa. La composizione venne modificata, così come l'etichetta e il nome: la parola "Nutella" (basata sull'inglese "nut", "nocciola"), e il logo vennero registrati verso la fine dello stesso anno, e restano immutati fino ad oggi.
Il primo vaso di Nutella uscì dalla fabbrica di Alba il 30 aprile del 1964. Il prodotto ebbe successo istantaneo, e rimane oggi estremamente popolare e ricordato con affetto in romanzi, canzoni e opere cinematografiche.
Nel giugno del 2010 il Parlamento Europeo ha approvato una normativa in base alla quale tutti gli alimenti contenenti molti grassi e zuccheri devono inserire nella loro etichetta l'avviso del "miglior profilo nutrizionale”. L'iniziativa, volta a combattere l'obesità offrendo più informazione ai consumatori, è stata criticata dal vicepresidente della Ferrero SpA Francesco Paolo Fulci che ha creato il comitato "Giù le mani dalla Nutella” sostenuto dalla regione Piemonte e dal ministro per le Politiche Europee Andrea Ronchi che ha invitato l'Unione Europea a non cadere nel "fondamentalismo nutrizionista”.
Oggi la Nutella è probabilmente la crema spalmabile più diffusa al mondo; questo tipo di creme è utilizzato soprattutto come accompagnamento per pane, biscotti e frutta, anche se negli anni sono state ideate numerose ricette che ne prescrivono l'uso in torte e crêpes.
La Nutella possiede come la Coca Cola e molti altre aziende una ricetta segreta del suo prodotto accuratamente protetta nella fabbrica ufficiale del prodotto ad (Alba).
Sin dagli esordi Ferrero ha adottato dei contenitori in vetro riutilizzabili come forma incentivante all'acquisto del prodotto. Una volta svuotato del suo contenuto il contenitore può essere utilizzato come bicchiere di casa. I bicchieri furono presto impreziositi con immagini multicolore e una forma caratteristica. L'uso di immagini serigrafiche stilizzate con temi astratti o legati alla natura è durata sino all'anno 1990, quando furono sostituite da immagini dei personaggi dell'animazione. La scelta di merchandising del prodotto a base di immagini a fumetti è ancora attuale per il formato da 200 g.

Crema tipo nutella

Non sono una persona golosa ma a ci sono alcuni dolci, come panettone, liquirizia purissima, torrone d’Alba e Nutella, che potrei consumarne “dosi industriali”; purtroppo devo fare i conti con lo spauracchio del colesterolo e pressione alta, quindi devo contenermi.
Ho trovato on-line questa ricetta per la preparazione di una crema al cioccolato (tipo Nutella); non viene proprio come la Nutella ma si avvicina molto.