venerdì 29 luglio 2016

Pasta alla Puttanesca.

Gli spaghetti alla puttanesca (o anche pasta alla puttanesca) sono un primo piatto tipico della cucina napoletana, detto anche semplicemente «aulive e cchiapparielle» (olive e capperi). Sono preparati con un sugo a base di pomodoro, olio d'oliva, aglio, olive nere di Gaeta, capperi e Origano. 

Spaghetti alla Puttanesca.

Ci sono due ricette del sugo alla puttanesca, che differiscono per una minima variante: la laziale che prevede l’uso delle acciughe, assenti in quella partenopea. Per il resto non c’è molto da dire, se non che servono ingredienti freschissimi e di prima qualità per mantenere integra la suadente fragranza del sugo. 
Le prime testimonianze di una pasta condita con una salsa molto simile a quella della Puttanesca, risalgono agli inizi del XIX secolo, quando il Cavalcanti, nel suo manuale Cucina teorico-pratica, propose alcune ricette di cucina popolare napoletana, tra le quali una "puttanesca" ante litteram, definendola "Vermicelli all’aglio con olive capperi ed alici salse". Dopo alcune sporadiche apparizioni in altri ricettari di cucina napoletana, nel 1931 la guida gastronomica d'Italia edita dal T.C.I. la elenca tra le specialità gastronomiche della Campania, definendola "Maccheroni alla marinara", anche se la ricetta proposta è indubbiamente quella della moderna puttanesca. Si tratta dunque di uno dei molti casi nei quali il nome con cui è nota oggi la pietanza è successivo alla comparsa della pietanza stessa. Nel linguaggio comune infatti, questo particolare condimento per la pasta è noto semplicemente come «aulive e cchiapparielle».
Sul singolare nome esistono varie possibili interpretazioni.

Sorbetto all'anguria.

Il sorbetto è un dolce freddo al cucchiaio considerato il progenitore del gelato. 

Sorbetto.

Talvolta confuso con la granita e con la gramolata si differenzia da queste per la consistenza più simile al gelato (grana più fine). Solitamente a base di acqua e frutta, talora possono essere presenti anche latte o liquori.
L'esistenza del sorbetto è attestata nei testi dell'antichità classica. A Roma, l'imperatore Nerone faceva arrivare a tal proposito il ghiaccio proveniente dall'Appennino. Riguardo all'etimologia è incerta e potrebbe essere di origine latina o araba. Però la parola araba "sherbet" potrebbe essere di origine indo-europea. La radice del verbo latino sorbere italiano sorbire è presente anche in altre lingue indo-europee come il Greco e il Persiano. Gli Arabi, per ovvie ragioni hanno conosciuto questo tipo di alimento solo dopo aver occupato i territori Sassanidi e Bizantini dove si poteva economicamente trovare il ghiaccio. Quindi potrebbero aver appreso tale parola proprio dai Siciliani.
In Sicilia gli Arabi impararono ad usare la neve dell'Etna mista a sale marino come eutettico per mantenere bassa la temperatura del sorbetto durante la sua lavorazione (vista l'assenza di alternativi sistemi frigoriferi). Simili metodi erano usati nella zona del Cadore dove soprattutto il ghiaccio è economico e facilmente reperibile.

giovedì 21 luglio 2016

Peperonata veloce.

L’origano è conosciuto ed apprezzato in tutto il mondo per le sue proprietà aromatiche; la pianta, nome scientifico Origanum, è un’erbacea perenne appartenente alla famiglia delle Lamiaceae che cresce spontanea fino ad un’altitudine di 2.000 metri circa. La parola origano trae la sua origine da due parole greche: oros il cui significato letterale è montagna e ganos che invece significa splendore. Deduciamo quindi che la parola origano può essere tradotta con splendore della montagna, pensando anche al decoro che questa pianta porta con i suoi fiori colorati all’aspetto delle zone montagnose.

Pianta d'origano.

La pianta dell’origano può raggiungere i 70/80 centimetri di altezza, ha foglie ovali leggermente dentellate e i suoi fiori sono raggruppati in pannocchie di un gradevole colore bianco rosa; il suo frutto invece si presenta sotto forma di una capsula di colore scuro. Dell’origano vengono utilizzate le foglie e le sommità raccolte in estate durante la fioritura.
L’origano è composto in gran parte da carboidrati, dal 9,94 % d’acqua, 42 % da fibre, 4,10 % da zuccheri, 9 % da proteine, 7,80 da ceneri e dal 4,28 da proteine.
I minerali presenti nell’origano sono: potassio, calcio, sodio, fosforo, magnesio, ferro e zinco, manganese, rame e selenio.
Le vitamine dell’origano sono la vitamina A, le vitamine B1, B2, N3, B5, B6, la vitamina C, la vitamina E, K e J.
Gli zuccheri contenuti nell’origano sono destrosio, fruttosio, galattosio e saccarosio.

Fiori d'origano.

Per quanto riguarda aminoacidi contenuti nell’origano ecco quali sono: acido aspartico e glutammico, arginina, cistina, glicina, fenilananina, istidina, isoleucina, leucina, lisina, alanina, prolina, metionina, serina, tirosina, triptofano, valina e treonina.