Il rosmarino (Rosmarinus officinalis) è un arbusto appartenente alla famiglia
delle Lamiaceae.
Originario dell'Europa,
Asia e Africa, è ora spontaneo nell'area mediterranea nelle zone litoranee,
garighe, macchia mediterranea, dirupi sassosi e assolati dell'entroterra, dal
livello del mare fino alla zona collinare, ma si è acclimatato anche nella zona
dei laghi prealpini e nella Pianura Padana nei luoghi sassosi e collinari. È
noto in Italia anche col nome volgare di Ramerino o Ramerrino; il nome del
genere deriva dalle parole latine ros
(rugiada) e maris (del mare). Pianta arbustiva che
raggiunge altezze di 50–300 cm, con radici profonde, fibrose e resistenti,
ancoranti; ha fusti legnosi di colore marrone chiaro, prostrati ascendenti o
eretti, molto ramificati, i giovani rami pelosi di colore grigio-verde sono a
sezione quadrangolare. Le foglie, persistenti e
coriacee, sono lunghe 2–3 cm e larghe 1–3 mm, sessili, opposte,
lineari-lanceolate addensate numerosissime sui rametti; di colore verde cupo
lucente sulla pagina superiore e biancastre su quella inferiore per la presenza
di peluria bianca; hanno i margini leggermente revoluti; ricche di ghiandole
oleifere.
I fiori ermafroditi sono
sessili e piccoli, riuniti in brevi grappoli all'ascella di foglie fiorifere
sovrapposte, formanti lunghi spicastri allungati, bratteati e fogliosi, con
fioritura da marzo ad ottobre, nelle posizioni più riparate ad intermittenza
tutto l'anno. Il rosmarino è una delle erbe aromatiche più antiche, tanto i Greci e gli Egizi ne conoscevano già le proprietà; oggi è presente un po' dappertutto e non vi è casa di campagna o orto che non ne possegga un cespuglio. Il periodo ideale di raccolta del rosmarino è la primavera. Le foglie di rosmarino
contengono un olio essenziale molto pregiato; le sue proprietà principali sono
da riferirsi ad alcuni composti tra cui annoveriamo: il pinene, il borneolo, la
canfora e il cineolo.
Il Carnevale, proprio come la Pasqua,
non ha una sua data precisa. Ogni anno questa festività inizia il giovedì
Grasso e termina il Martedì Grasso come da tradizione. Dunque, quest'anno
l'evento sarà dal 23 al 28 febbraio 2017.
Le scuole resteranno chiuse in alcune
regioni, ed ognuno di loro ha predisposto una diversa data di chiusura. In
Campania e nella provincia di Trento gli istituti restano chiusi solamente dal
27 al 28 febbraio. In Lombardia, invece, la scelta cambia a seconda del
calendario che si intende applicare. Per gli istituti che si avvalleranno del
calendario ambrosiano, non si farà lezione dal 4 al 5 marzo mentre per chi
opterà per il calendario romano, si resterà a casa il 27 e il 28 febbraio. Nel
Friuli Venezia Giulia e nella Valle d'Aosta, le vacanze inizieranno il 27 e
termineranno nel mercoledì delle Ceneri (1 marzo). Le regioni che festeggeranno
più a lungo questo evento sono il Veneto, le cui scuole saranno chiuse a
partire dal 27 febbraio sino al 4 marzo, e la provincia di Bolzano (dal 26
febbraio al 5 marzo!). In Piemonte, invece le vacanze di Carnevale 2017
dureranno dal 25 febbraio al 1 marzo. Per le altre regioni bisogna attendere il
comunicato ufficiale degli USR.
Sabato
4 marzo a Milano si festeggia il Carnevale ambrosiano 2017. Il capoluogo
lombardo, infatti, segue la tradizione celebrando la festa più colorata e
divertente dell’anno secondo il rito ambrosiano. Ciò vuol dire che i
festeggiamenti non si concluderanno, come in molte altre città italiane, con
l’arrivo del martedì grasso, bensì il sabato seguente. La tradizione vuole che
Milano segua il rito ambrosiano per Carnevale perché, il patrono della città,
Sant’Ambrogio appunto, chiese ai milanesi di attendere il suo ritorno dal
pellegrinaggio per entrare nel vivo della Quaresima.
Le chiacchiere,
o cenci o frappe, ecc. Quanti nomi hanno questi dolci fritti tipici del Carnevale? Almeno tanti quante sono le
regioni italiane. Come quasi tutti i dolci tipici di questa festività, le
chiacchiere portano con sé l’antica tradizione
romana dei dolci fritti nel grasso di maiale per accontentare un gran
numero di persone, in poco tempo e con una spesa minima. I frictilia, così venivano chiamati
tutti i dolci fritti come chiacchiere, tortelli e frittelle, erano e sono
tutt’ora molto amati soprattutto, come dicevamo, per la velocità e facilità di
preparazione.
Io amo
particolarmente il baccalà; reperibile tutto l’anno, si presta a innumerevoli
preparazioni di primi piatti, secondi, antipasti, ecc.
Unico
neo, per così dire, di questo fantastico prodotto è il costo che, per prodotti
di alta qualità, è decisamente alto.
Per
quanto mi è dato sapere, il baccalà in assoluto migliore è il baccalà di S.
Giovanni; Il Gaspé, detto anche Baccalà San Giovanni, ha la caratteristica di
essere prodotto solo ed esclusivamente nella penisola di Gaspè in Canada.
Baccalà
San Giovanni ha una lavorazione che sta a metà tra quella eseguita per il
baccalà salinato e lo stoccafisso. Infatti, una volta aperto “a farfalla”, il
merluzzo viene immerso in una leggera salamoia dalla formula “segreta”.
Dopo la
stagionatura in salamoia, il pesce viene essiccato su rastrelliere orizzontali
posizionate su un promontorio che si affaccia sull’Oceano Atlantico.
Questa
essiccatura al sole conferisce al S. Giovanni un colore, un sapore ed una
consistenza unici. Due particolarità lo accomunano allo Stoccafisso:
l’essiccatura all’aria aperta, e la produzione, che è possibile solo ed
esclusivamente nella penisola di Gaspé, in Canada per il S. Giovanni e nelle
Isole Loföten per lo Stoccafisso.
Il
prezzo di questo baccalà può arrivare sino ai 35 euro al chilogrammo!
È
comunque possibile acquistare del baccalà salinato, di buona qualità, ad un
prezzo più accessibile compreso tra un minimo di 15€/Kg ed
un massimo di 20 €/Kg.
Siccome,
dopo aver preparato del baccalà fritto in pastella, avevo avanzato
alcuni pezzi di filetto di pesce già dissalato ho usato questi pezzi per la
realizzazione di una pietanza che, in funzione della quantità servita, può
essere un secondo o un antipasto.
Ingredienti (per 4 persone).
600 g di baccalà già dissalato;
3 arance grandi;
8 pomodorini ciliegiono;
20-25 olive Taggiasche denocciolate;
1 cucchiaio di pinoli
2 cucchiai di uvetta;
1 cucchiaio di prezzemolo fresco tritato;
3 uova sode.
Per condire
1 cucchiaio di aceto di mela;
1 cucchiaio di aceto di vino bianco;
3-4 cucchiai di succo di arancia;
Buccia grattugiata di un’arancia non trattata;
5-6 cucchiai di olio EVO;
sale e pepe q.b.
1 – Preparazione.
Tagliate a
rondelle le olive Taggiasche denocciolate.
Dopo
averla risciacquata con acqua calda, mettete l’uvetta in ammollo per almeno 30 minuti.
Nell’eventualità,
non abbiate a disposizione (come nel mio caso) del baccalà già dissalato, ammollate
il baccalà per almeno 36-48 ore, cambiando l’acqua di frequente.
Mettete il
baccalà in un tegame coperto di acqua fredda, portatelo ad ebollizione, coprite
e spegnete il fuoco. Lasciatelo riposare per 10-15 minuti. Toglietelo
dall’acqua e mettetelo a raffreddare su un piatto. Poi pulitelo eliminando la
pelle, le lische e, con le mani, rompetelo in scaglie. Tenete da parte in un
contenitore chiuso.
Dopo averle
raffreddate, sgusciate le uova e tagliatene 2 a spicchi e una a cubettini.
Lavate i pomodorini ed eliminate il picciolo;
praticate un’incisione a croce su ogni
pomodoro e tuffateli in un padellino con dell’acqua che bolle; fate riprendere
il bollore e lasciateli scottare per 2 minuti.
Scolateli
e immergeteli in una bacinella con dell’acqua fredda (questa procedura favorirà
una più rapida eliminazione della buccia).
Eliminate,
dai pomodori, la buccia, i semi, l’acqua di vegetazione e tagliateli a cubetti
non troppo piccoli.
Pelate al
vivo le arance raccogliendo il succo che si formerà (vi servirà per il
condimento); prima di questa operazione, grattugiate la buccia (solo la parte
arancione) di una delle arance.
Dopo aver
separato la polpa dei singoli spicchi, suddivideteli in 2-3 pezzi; spremete bene tutto ciò
che rimane dopo questa operazione. Se il succo ottenuto non dovesse bastare per
la preparazione del condimento, spremete un’altra arancia e mettete da parte il
succo.
In una
ciotolina, battete tutti gli ingredienti del condimento.
Tritate
finemente il prezzemolo.
In una ciotola,
mettete il baccalà, le olive a rondelle, l’uvetta strizzata, i pinoli, i
pomodorini, l’uovo a cubetti, il prezzemolo tritato, una spolverata di pepe
nero (macinato fresco), la buccia grattugiata di un’arancia e mescolate
delicatamente; aggiustate, se necessario, di sale.
Aggiungete
il condimento, mescolate ancora delicatamente e lasciate riposare per 5 minuti
prima di servite.
2 - Presentazione.
Su un
piatto da portata, o su 4 piatti individuali, porzionate la vostra insalata,
guarnite con 2-3 spicchi d’uovo sodo, una fogliolina di prezzemolo e servite.
Questa
ricetta può essere anche fatta usando il baccalà crudo affettato; in questo
caso potete prima farlo marinare con parte del condimento per una decina di minuti.