L'ossobuco (oss bus)
è un taglio di carne di bovino, da cui deriva un tipico piatto della cucina
milanese.
Vi sono vari modi di prepararlo. Può essere servito come seconda portata, ma può anche accompagnare il risotto allo zafferano.
Vi sono vari modi di prepararlo. Può essere servito come seconda portata, ma può anche accompagnare il risotto allo zafferano.
Ossobuco con tutte le sue
erronee varianti (osobuco, ossobucco, osso bucco, etc.) è una delle parole
italiane più conosciute nel mondo. Non per caso, in solo 0,26 secondi Google in
inglese può arrivare a dare quasi due milioni di risultati con questo nome. Il
significato della parola sarebbe osso cavo e in termini culinari si riferisce
generalmente al piatto conosciuto come ossobuco in gremolata alla milanese. Il
suo ingrediente principale è lo stinco di vitello e specificamente la parte
centrale di quello posteriore che ha abbastanza carne tenera attorno all’osso, cosa
che quello anteriore non ha. La sua popolarità fa dell’ossobuco uno dei piatti
più taroccati della cucina italiana tradizionale nel mondo: Per questa ragione
è stato proclamato piatto ufficiale della quinta edizione della IDIC –
International Day of Italian Cuisines 2012, la cui missione è proteggere e
promuovere l’autenticità e la qualità della cucina italiana. Il piatto è uscito
dall’Italia con gli emigranti, possibilmente ma non necessariamente, con quelli
della regione Lombardia. La sua ricetta divenne conosciuta in tutta Italia a partire
dalla fine del XIX secolo. Tra le possibili ragioni della sua popolarità c’è sicuramente
il suo basso costo e la relativa facilità della sua preparazione.
Il basso costo non
significa necessariamente che era un piatto per i poveri: era semplicemente un
piatto ideale per le famiglie. Servito con risotto o polenta, l’ossobuco era ed
è un delizioso e soddisfacente pasto.
Era originariamente un
piatto stagionale, da cucinare in inverno, sulle cucine a legna o a carbone,
che nel passato avevano anche la funzione di riscaldare le case. Il profilo
familiare dell’ossobuco fu la ragione del suo successo nei ristoranti italiani
aperti dagli emigrati in giro per il mondo, tutti basati su una generosa cucina
casalinga.
In ogni caso, un contributo
notevole alla popolarità dell’ossobuco nel mondo venne dalla sua inclusione in
famosi ricettari pubblicati al di fuori dell’Italia.
Milano reclama di essere la
città dove l’ossobuco è nato. Il suo Consiglio Comunale, nel 2007, dichiarò
solennemente l’ oss (o òs) buss, ossobuco in vernacolo milanese, parte delle
De.Co., Denominazioni Comunali, che sono un riconoscimento pubblico
dell’origine di un prodotto e della sua appartenenza a un territorio. Non c’è
dubbio che l’Ossobuco è originario della Regione Lombardia. Nessuno però può
dire a quando risale la sua nascita. L’uso delle ossa con midollo e degli
stinchi di vitello era comune nella cucina del Medio Evo, ma non ci sono prove
della esistenza del piatto a quei tempi.
Se si prende in considerazione
la Gremolata a base di buccia di limone che accompagna il piatto si può
presumere che il piatto era già fatto nel XVIII secolo. Secondo gli storici
della cucina fu nel periodo della rivoluzione Illuminista che il limone – in questo
caso la buccia – sostituì più costose spezie, quali i chiodi di garofano, la
cannella e la noce moscata.
In quel periodo e in precedenza,
inoltre, il piatto non includeva pomodori, che iniziarono a essere usati alla
fine del XVIII secolo. Alcuni autori credono che l’ossobuco ha una storia molto
recente, anche perché non appare in libri popolari del XIX secolo, come “La vera cucina lombarda” pubblicata da
un anonimo nel 1890. Siccome questo libro era diretto principalmente alle donne
di casa, l’autore Americano Clifford Wright ritiene che l’ossobuco sia un
piatto nato in un contesto di HoReCa, ovvero in qualche osteria.









